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La compagnia disdice il contratto di assicurazione e aumenta il premio? Condannata al risarcimento!

Prima sentenza epocale contro le assicurazioni: stop alle disdette ingiustificate

Prima importante “vittoria” giudiziaria di un cittadino contro gli aumenti indiscriminati delle assicurazioni al Sud.

L’assicurazione non può disdire una polizza Rc auto senza giustificato motivo a un cliente con una classe di merito bassa (per non aver fatto incidenti) e proporgliene poi una a prezzo maggiorato!

È questa l’importante sentenza del Giudice di Pace di Napoli, dr. Umberto Merola, cui si era rivolto un cittadino che lamentava la disdetta ingiustificata della sua polizza RC auto da parte della compagnia AXA Assicurazioni che poi gli aveva proposto il rinnovo a prezzo maggiorato del 50%.

Un malcostume purtroppo diffusissimo nel sud Italia, e soprattutto in Campania, dove l’alta sinistrosità e la conseguente necessità di rientrare dai costi delle migliaia di risarcimenti (alcuni dei quali falsi o enormemente “pompati”), sta guidando negli ultimi anni le compagnie di assicurazioni verso una indiscriminata politica di disdetta unilaterale e rinnovo dei contratti soprattutto verso vecchi clienti meritori che godono di classi e tariffe bassissime per non aver registrato sinistri da diversi anni.

Ma a questa assurda pratica discriminatoria non ha sottostato un cittadino napoletano che, vistosi improvvisamente disdire ed aumentare la polizza assicurativa dalla sua compagnia Axa Assicurazioni, l’ha citata in giudizio.

I fatti traggono origine appunto dalla decisione unilaterale della compagnia di assicurazioni, comunicata mediante la classica lettera inviata tramite servizio postale, di disdire il vecchio contratto al cliente senza alcun giustificato motivo, proponendo allo stesso un nuovo contratto, tuttavia a nuove condizioni (come nuovo cliente e con una nuova classe di merito) con aumento di quasi il 50% del premio assicurativo.

Per l'ISVAP la pratica delle disdette ingiustificate da parte delle compagnie di assicurazioni non è lecita

Il cliente decideva comunque di versare la somma richiesta (senza tuttavia firmare il nuovo contratto), al fine di evitare di rimanere sprovvisto di copertura assicurativa considerato che la propria auto gli era necessaria per gli spostamenti lavorativi. Successivamente, dopo aver cercato, invano, una soluzione stragiudiziale della vicenda con la compagnia di assicurazioni e dopo aver segnalato la pratica scorretta all’ISVAP (L’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private), il cittadino (che è anche avvocato) ha deciso di adire le vie legali, citando dinanzi al Giudice di Pace di Napoli la compagnia di assicurazioni.

Va precisato che già l’ISVAP (L’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private) con una importantissima circolare – la numero 32-10-000172 del 4/11/2010 – diretta alle imprese di assicurazioni che operano in Italia, ha ampiamente censurato la prassi delle compagnie assicurative di procedere alla disdetta unilaterale ed ingiustificata del contratto di RC auto ai propri “vecchi clienti” allo scopo poi di rinnovargliela con le tariffe maggiorate destinate ai “nuovi clienti”, definendo tale prassi non rispondente «ai criteri di correttezza» e stabilendo che qualora l’assicurato cui è stata disdetta la RC auto, «intenda stipulare il contratto con il medesimo assicuratore, lo stesso dovrà essere emesso alle condizioni tariffarie in corso al momento della riassunzione tenendo ovviamente conto delle risultanze dell’attestato di rischio, al pari dei clienti già in portafoglio ai quali non è stata inviata disdetta». In altri termini non si può trattare un “vecchio cliente”, con una vecchia classe di merito, come un nuovo cliente, sottoponendogli un nuovo contratto a nuove condizioni (una nuova classe di merito).

Anche su questi motivi, il giudice di Pace, dr. Umberto Merola, ha deciso in favore del cittadino ricorrente, stabilendo che la compagnia di assicurazioni non poteva disdire la polizza del cliente per poi sottoporgli un nuovo contratto che prevedeva un aumento del 50% del premio assicurativo. E ha così condannato la compagnia di assicurazioni a restituire i 1.116 € versati dal cliente, oltre interessi e il pagamento di tutte le spese legali.

Un precedente importantissimo che ora potrà aprire la strada a centinaia di ricorsi.

Fonte: Affaritaliani.it

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Scritto da su Ago 28 2012. Archiviato come Diritti&Rovesci, Primo Piano. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o un trackback a questa voce






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