Fallito il “golpe”, la Iervolino resta, ma è Caos generale

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    Cala il sipario sulla Iervolino. PD allo sbando e nella Confusione De Magistris si propone, mentre il terzo polo candida Pasquino.

    NAPOLI – Scende il sipario su Rosetta, è così che la chiamano gli amici più intimi, su quella che è stata l’esperienza più lunga per un Sindaco Partenopeo. Rosa Russo Iervolino ha alle sue spalle una carriera brillantissima, una delle prime donne impegnata politicamente a livello nazionale. E’ stato il primo ministro degli Interno donna, una donna di prima linea ed in prima linea, che oggettivamente non merita di concludere la sua brillantissima carriera politica senza nessuna ombra, così rovinosamente proprio nella sua Città. Un sacrificio troppo grande.

    Dopo nove anni e nove mesi di governo della città, Rosa Russo Iervolino per via di un “Golpe” di cui non sono ancora chiari i contorni, rischia di concludere il suo mandato due mesi prima della sua normale scadenza.

    Nella sua permanenza ha dovuto affrontare diverse emergenze, si ricorderà quella dell’alluvione subito dopo  il suo insediamento. In quella circostanza proprio per cercare di risollevare Napoli provò senza successo ad aggiudicarsi l’organizzazione della Coppa America, ma non ci riuscì, gli interessi erano troppo forti ed il Governo di allora non seppe sostenere la candidatura. Il suo primo mandato finì e nonostante nel corso della consiliatura non vi furono particolari entusiasmi, riuscì a superare anche la prova della rielezione e con il 57%, conquistò Palazzo S. Giacomo.

    Ma i problemi della Iervolino incominciano soprattutto in coincidenza dell’avanzare della crisi politica che ha travolto Antonio Bassolino, il suo apparato e quel sistema che fu poi chiamato bassolinismo. Napoli è una città difficile e i napoletani sono ancora più difficili della loro città, in ogni caso Rosetta in una palude di indifferenza, con la sua Giunta si distingue per le varie iniziative culturali messe in piedi.

    Napoli è Città difficile e tra le varie difficoltà avanzano anche i problemi, come per la vicenda che travolse l’imprenditore edile Romeo e che successivamente divenne un caso: il caso Global Service, che portò all’arresto di alcuni suoi amministratori e successivamente alla pagina più triste del suicidio dell’Assessore Giorgio Nugnes.

    In ogni caso questa ed altre vicende non hanno mai scalfito il giudizio che di lei tutti danno, riguardo alla sua onestà e alla sua condotta morale, tuttavia sempre per le responsabilità che ha ereditato di quel bassolinismo ci fu l’ultimo atto, quello della Napoli coperta dall‘immondizia.

    L’emergenza rifiuti diede in pasto ai Mas media di tutto il Mondo, una Città mortificata dalle sue stesse responsabilità, passionale, generosa, che si è fidata di tutti, da Achille Lauro a Maurizio Valenzi, da Antonio Bassolino ad Silvio Berlusconi, ma troppo “anarchica” e libertina per inquadrarsi nelle regole e nella legge, ma che ha dato in pasto inerme anche Rosa Russo Iervolino.

    Nella vicenda dei rifiuti, nessuno spiegò mai, che la Iervolino non aveva nessuna responsabilità diretta, non avendo nessun potere gestionale e decisorio riguardo ai rifiuti. Poteri assegnati ai vari Commissari speciali. Si cercava un colpevole e si trovò nella Iervolino. Come al solito quando è sfiga, è sfiga, e qualsiasi cosa non va bene, e così si è tentato il “Golpe“, che attraverso la sfiducia, 31 Consiglieri Comunali, di cui molti definiti dalla stessa Iervolino come trasformisti, hanno cercato di anticiparne di due mesi il ritiro.

    Il tentativo fallito per vizi di forma e procedurali, ha fatto saltare l’operazione, e lo stesso Presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro, ha bollato i protagonisti del “golpe” come “dilettanti allo sbaraglio“. Le dimissioni sarebbero dovute essere presentate comntestualmente. Dilettanti allo sbaraglio ma anche spietati e senza regole.

    L’Amministrazione Iervolino ormai volgeva al termine e la sua scadenza naturale era l’unico riguardo che si poteva e si doveva ad una donna che ha avuto come unica colpa, quella di accettare di fare il Sindaco nella sua Città. Non era necessario arrivare ad una operazione del genere. L‘esperienza era ormai fallita ed insieme era fallita anche una stagione politica che per i primi tratti era sembrata eccezionale. Con quella esperienza più che sulla Iervolino, il sipario è calato su Bassolino. Il vero fallimento è quello di Bassolino.

    Come al solito quando una personalità come Bassolino, capitola, si porta con se tutto il suo apparato e con se anche il Partito Democratico, oscurato in tutte le sue manifestazioni da una personalità forte come l’ex Governatore della Campania.

    Però dopo il fallimento i numeri mancano, i 31 voti di sfiducia si sono volatilizzati, e con le dimissioni di Salvatore Varriale l’operazione di mandare a casa anticipatamente la Iervolino, è diventata impossibile, ma nonostante tutto il PdL vorrebbe riprovarci e magari pensa anche ad un ricorso, anche perché si sono aperte altre strade che porterebbero alla paralisi del Consiglio Comunale, trovandosi a dover surrogare 26 consiglieri. Una confusione ma anche una sprovvedutezza che ha fatto emergere i piani che il Coordinatore del PdL Nicola Cosentino ha per Napoli, ovvero la candidatura di Gianni Lettieri.

    Il Piano di Cosentino, per fortuna di tutti, naufragato abbondantemente, mirava a sbarrare la strada al Ministro Mara Carfagna, in testa ai sondaggi, e a tarpare le ali alle aspirazioni di Marcello Taglialatela, Fulvio Martusciello e Raffaele Calabrò.

    Intanto approfittando della confusione del PD Luigi De Magistris si fa avanti e si candida, così come il famoso Terzo Polo candida il rettore dell’Università di Salerno Raimondo Pasquino, e se si fa sempre più in salita ogni possibilità per il PD di proporre un suo nome, la vicenda si complica anche per il PdL che nei mugugni non vorrebbe consegnare Napoli nelle mani di Cosentino.

    In tutta questa brutta storia resta sempre un dispiacere: quello di aver bruciato una signora che non è affatto il male assoluto. Quello verrà. E verrà, e quando verrà sarà troppo tardi: non ci sarà più speranza per Napoli.

    fonte:paolodelmeseblog

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