“Siamo in una situazione disastrosa”: la crisi colpisce anche l’Oro Bianco. A confronto produttori e istituzioni

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    Ad Albanella il tavolo permanente per la tutela del settore bufalino

    Parte da Albanella la risposta alla crisi del settore caseario: nasce nel Comune della Piana del Sele, e per iniziativa dell’amministrazione comunale di Albanella, un comitato permanente tra istituzioni e rappresentanti del comparto per affrontare e risolvere le gravi problematiche che stanno affliggendo il settore della zootecnia.

    Firmato un protocollo d’intesa tra i Comuni di Albanella, Altavilla Silentina, Bellizzi, Capaccio, Giungano, Roccadaspide, Agropoli, Battipaglia, Campagna, Eboli, Pontecagnano, Serre: «l’organismo studierà ed individuerà tutte le azioni necessarie per supportare questo comparto così vitale per la crescita economica del nostro territorio. Da Albanella abbiamo lanciato una nuova proposta di coesione tra Istituzioni del territorio, allevatori e produttori. Solo insieme riusciremo a superare queste difficoltà che rischiano di mettere in ginocchio un settore che è il fulcro della nostra economia», così il vice sindaco Vito Capozzoli.

    Il vicesindaco Capozzoli, tra i promotori dell'iniziativa

    Al protocollo si è giunti dopo il convegno dibattito che si è svolto ad Albanella, presso Palazzo Spinelli, giovedì 31 maggio, un incontro voluto fortemente dagli allevatori locali. In gioco la salvezza del comparto degli allevamenti, della mozzarella di bufala campana e con essi migliaia di posti di lavoro, colpiti dalla crisi economica e da speculazioni di capitalismo selvaggio.

    Troppi capi bufalini“, “produzione di latte superiore alle richieste del mercato“, “partite di latte importate da altri paesi a prezzi stracciati“, “controlli inesistenti“: sembra questa la diagnosi della malattia tracciata dai protagonisti nel corso del lungo dibattito di giovedì, cui hanno preso parte allevatori ed imprenditori del settore caseario di tutta la Campania e i rappresentanti istituzionali dei Comuni della Piana del Sele. Presente anche un preoccupato Assessore all’Agricoltura della Provincia di Salerno Mario Miano. A fare “gli onori di casa” il Sindaco di Albanella Giuseppe Capezzuto che ha illustrato i motivi dell’incontro: «Un tavolo permanente per affrontare le problematiche che insistono nel settore e che ci vengono quotidianamente raccontate dagli allevatori di tutta la Piana del Sele» – ha esordito il Sindaco – «la crisi mondiale non poteva che colpire anche il settore agrotecnico, così importante per la nostra economia. Se non ci si mette insieme per risolvere queste problematiche c’è il rischio che alla fine dei mesi estivi molte aziende entreranno in difficoltà, con una grave ricaduta economica ed occupazionale su tutti i territori della Piana del Sele».

    Impressionanti i numeri del fenomeno “Oro Bianco” sciorinati dal Vice Sindaco Capozzoli: «Solo nei comuni della Piana del Sele, ci sono 80.647 capi bufalini e oltre 800 aziende».

    Capaccio, Altavilla, Eboli e Albanella: con oltre 65 mila capi è una delle aree con il più alto numero di bufale in Italia

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    Presente, “a sorpresa”, anche il presidente del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP, Domenico Raimondo, protagonista a lunghi tratti del dibattito. Raimondo, dal luglio 2011 a capo del Consorzio DOP, figlio di generazioni di casari e titolare di un caseificio a Bellizzi, ha esposto nei suoi interventi le problematiche di un settore che sta tentando di uscire dalle difficoltà con l’approvazione di un nuovo disciplinare che regolamenti più severamente le produzioni DOP, ponendo fine ad abusi quali l’importazione di latte non proveniente da zone DOP (a volte anche dall’estero) e gli autentici sciacallaggi nelle produzioni della mozzarella.

    Mimmo Raimondo: "Mozzarella surgelata per sfondare nei paesi d'oltre oceano"

    Pesanti le accuse di “incompetenza”, mosse contro la Regione Campania: «abbiamo modificato il disciplinare di produzione che abbiamo presentato al Ministro del Governo tecnico di Monti, dal quale abbiamo avuto grande disponibilità. Abbiamo fatto un passaggio anche a Bruxelles presso l’Unione Europea e ci hanno detto che non c’erano problemi» ma incredibilmente «il problema è alla Regione, dove hanno richiesto con una mail maggiori delucidazioni sulle modifiche al disciplinare che secondo loro “non sarebbero chiare”! Io spero che siamo stati davvero noi a non esserci spiegati bene… – come a dire “non vorrei che ci fossero altre motivazioni dietro questo tergiversare…”. Il problema del comparto, ha continuato il Presidente Raimondo, sarebbe anche nella eccessiva produzione dovuta al proliferare incontrollato di capi bufalini: «abbiamo avuto quest’anno il 26% di produzione di latte in più rispetto alla richiesta di mozzarella sul mercato: ci sono troppi animali».

    Il video con l’intervento del Presidente del Consorzio DOP Domenico Raimondo

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    Un certo “attrito”, seppure contenuto, tra allevatori e Consorzio DOP è apparso tuttavia palese sia prima del convegno, nei conciliaboli creatisi tra gli allevatori, sia durante il convegno, dopo che Raimondo, nel corso del suo intervento, ha preannunciato una rivisitazione al ribasso dei prezzi del latte quando scadrà il contratto di categoria tra allevatori e caseifici («Il prezzo del latte sicuramente scenderà»). Al centro della polemica pare esserci il ruolo della produzione (caseifici) in questa crisi e all’interno dello stesso Consorzio DOP: «c’è qualcuno che pensa che i caseifici vogliano abbassare il prezzo del latte per far fallire gli allevamenti per poi ricomprarseli loro – è stata la replica del Presidente del Consorzio – Non è vero! Chi fa il trasformatore non può fare anche l’allevatore, non ne ha il tempo».

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    Scarsa adesione al Consorzio DOP da parte degli allevatori (solo 196 allevatori su migliaia di aziende), mancati controlli sul latte e crisi finanziaria sono stati i temi di alcuni interventi, tra cui quello di Gennaro D’Alessio, presidente della cooperativa casearia Rivabianca, di Ettore Bellelli, allevatore e titolare dell’Agriturismo Seliano, e della dott.ssa Contini, erede di uno dei più longevi e storici allevamenti della Piana del Sele: «le aziende versano in una condizione economica disastrosa! Noi chiediamo un tavolo di concertazione con le istituzioni per cercare di proporre delle soluzioni, di concerto con il Consorzio DOP» – l’incipit della Contini. E poi la denuncia: «nel 2011 la produzione DOP ha rappresentato solo il 50% del latte che viene trasformato. Non abbiamo alcun censimento della produzione di latte. C’è il rischio che il latte provenga da altre zone e non abbiamo alcuno strumento per effettuare un reale conteggio dei dati di produzione!». Infine rivolta alle istituzioni: «c’è un’intera filiera che vi sta chiedendo aiuto: abbiate il coraggio di mettere gli stivali e di diventare allevatori anche voi».

    L'assessore provinciale Miano ha assicurato: saremo al vostro fianco

    In effetti, l’aumento del numero di capi bufalini e il tema del latte acquistato da aree non controllate (non DOP) e pagato a 60-80 centesimi al litro (mentre i contratti con gli allevatori locali prevedono il pagamento di cifre ben superiori) sono stati gli argomenti che hanno di più fatto salire la temperatura della sala. Da una parte le accuse sulla mancanza di controlli: «i Comuni hanno i Vigili Urbani! Mandate i Vigili Urbani nelle aziende del territorio a verificare chi fa uso di latte proveniente dall’estero o da aree non DOP» è stato l’intervento provocatorio del presidente del Consorzio DOP, Raimondo, ai sindaci presenti. Dall’altra le rimostranze verso le associazioni di categoria «che non funzionano e non attuano i dovuti controlli» è stato l’urlo all’unisono della gremita sala.

    Così Giovanni Mottola, allevatore di Altavilla: «dal 2002 ad oggi il numero delle bufale si è raddoppiato: le difficoltà sono legate all’aumento della produzione in un periodo in cui l’offerta di acquisto di mozzarella è bassa. Siamo noi stessi che abbiamo creato difficoltà alla nostra economia crescendo troppo!». Le incontrollate speculazioni capitalistiche di “improvvisati” allevatori è stata l’accusa di un altro noto allevatore, Del Grosso«ci sono persone che non hanno rispetto di alcuna regola! Ormai arriva di tutto: assistiamo ad ingegneri, ad avvocati, ad architetti che vogliono investire e si aprono mega allevamenti di 2000-3000 capi, senza neanche saper fare gli allevatori, distruggendo così l’economia dei piccoli allevamenti».

    La Piana del Sele detiene circa la metà dei capi bufalini della Campania e un terzo di quelli dell'Italia intera

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    Dopo l’intervento finale dei sindaci e dei rappresentanti dei Comuni presenti (particolarmente apprezzati dalla platea quelli di Palumbo, sindaco di Giungano, di Marra, sindaco di Altavilla Silentina, e di Infante, assessore di Eboli), i rappresentanti dei Comuni della Piana del Sele hanno firmato il protocollo d’intesa per la costituzione di un tavolo permanente per la tutela del settore bufalino. Nelle prossime settimane altri incontri e il dovere di arrivare a delle immediate proposte per risollevare il settore e scongiurare, come paventato in più di un intervento, la “chiusura” di molti allevamenti della Piana del Sele, ormai allo stremo.

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    I video di alcuni interventi

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