Adescava minori con la chat di Messenger e le costringeva a spogliarsi. Arrestato salernitano

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    Sono centinaia i casi di adescamento via internet denunciati annualmente alla Polizia Postale

    Adescava ragazzine sul web e con una trappola le costringeva ad atti sessuali via webcam.

    Gli uomini della Polizia Postale della Campania, dopo una vasta e laboriosa indagine sono riusciti a mettere le mani su un salernitano, T.A., di 36 anni, che secondo le accuse adescava minori sul web e che da circa due anni “operava” impunito via chat a caccia di ragazzine.

    Arrestato, verso l’uomo ora sono state formalizzate pesanti accuse: “violenza sessuale in danno di minore” e “produzione/detenzione di materiale pedopornografico“. A darne notizia la Procura della Repubblica di Salerno.

    La caccia al violentatore da parte della Polizia Postale era partita in seguito alla denuncia dei genitori di alcune ragazze rimaste vittime del tranello via internet.

    Diabolico il piano escogitato dall’uomo per trarre in inganno le ragazze, oggi sempre meno sprovvedute in tempi di internet e tv, ma pur sempre ragazzine: fingendosi un addetto della Microsoft, contattava le adolescenti inviando loro messaggi di servizio e avvisandole della presentazione di una denuncia a loro carico da parte di un utente per una fantomatica “violazione del regolamento di servizio della chat Messenger“, minacciando contestualmente l’avvio di azioni legali in seguito a tale denuncia.

    Franco Roberti, capo della Procura di Salerno, ha con una nota annunciato l'arresto del criminale

    Quando le giovani, intimorite dalla possibilità di essere denunciate, chiedevano come comportarsi per evitare conseguenze legali, l’uomo con un nuovo messaggio comunicava alle ragazze che solo chi le aveva denunciate poteva rimettere la querela.

    Ottenuta l’attenzione delle ragazze, il finto addetto della Microsoft – secondo i fatti appurati dalla Procura – passava alla seconda fase del vergognoso disegno criminale: smessi i panni di addetto Microsoft, con un altro account contattava in un secondo momento le ragazze cadute nella trappola, presentandosi come colui che le aveva denunciate per le (fantomatiche) violazioni e dichiarava alle intimidite ragazzine di essere disposto a ritirare la denuncia solo se avessero acconsentito a spogliarsi, facendosi vedere nude e in atti sessuali via webcam. Il resto dei fatti lo si può solo immaginare… .

    Un vile sistema che avrebbe consentito al malfattore di adescare decine e decine di ragazzine in tutta Italia.

    Una sala operativa della Polizia Postale

    Le indagini della Procura e della Polizia Postale duravano da diverso tempo ed erano scattate dopo che alcuni genitori di diverse città italiane avevano denunciato alla Polizia fatti e sospetti. Individuata l’origine dell’account, è scattata la trappola delle forze di polizia che ha consentito di bloccare ed arrestare il trentaseienne originario della provincia salernitana sul cui pc avrebbero rinvenuto una vera e propria “biblioteca dell’orrore”: da quasi due anni all’opera con il collaudato sistema, l’uomo avrebbe contattato oltre 4000 ragazze in tutta Italia. Circa 80 sarebbero cadute nella sua trappola, alcune, forse, anche del Salernitano.

    Il processo, ora, appurerà definitivamente i fatti di questa incresciosa vicenda che in queste ore sta facendo il giro di giornali e tv nazionali.

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