Capaccio. Crisi politica, Farro:”Assessori non feudatari!”

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    Riceviamo e fedelmente pubblichiamo

    In merito alla crisi amministrativa apertasi nel Comune di Capaccio, che ha riguardato anche la mia  persona per le notizie apparse sui mezzi di comunicazione, preciso le mie opinioni per evitare interpretazioni fuorvianti o inesatte. Prendo atto del grande senso di responsabilità dell’intera Giunta comunale di Capaccio che, rassegnando le dimissioni dalla carica, ha dimostrato alto senso di democrazia partecipativa.

    Ciò ha rappresentato, peraltro, un atto dovuto e di riguardo nei confronti del Sindaco che, nei giorni precedenti, aveva manifestato questa volontà e fanno seguito a quelle del vice Sindaco Nicola Ragni.

    Per quanto mi riguarda confermo quanto già espresso nell’incontro politico-amministrativo tenutosi in data 10 settembre 2015 nella casa comunale di Capaccio Scalo, presenti i dodici consiglieri di maggioranza e il Sindaco, previo invito fatto tenere dal Presidente del Consiglio, dott. Nese Domenico. In quella sede ho dichiarato di essere d’accordo per l’azzeramento della Giunta Municipale e di tutti gli incarichi e nomine fiduciari che questa coalizione di maggioranza ha posto in essere. Ritengo che la fiducia nel Sindaco eletto dal popolo non possa prescindere da questi atti di reciprocità. Chiunque si sottraesse a questa regola fondamentale di democrazia, dimostrerebbe solo attaccamento alla poltrona, Ciò è stato il senso anche del documento sottoscritto da sette consiglieri di maggioranza e maggioranza nella maggioranza, da me condiviso in quella circostanza e fatto tenere nelle mani del Sindaco nell’incontro del 10.09.2015. A tal proposito sono certo che il mio amico Presidente del Consiglio, dott. Nese Domenico, che riveste la carica più rappresentativa e di fiducia dell’intera maggioranza del Consiglio Comunale, per il suo alto senso di responsabilità che tutti gli riconosciamo, per la sua storia politica di lungo corso e per il grande impegno che sta profondendo nella risoluzione di questa crisi amministrativa, non si sottrarrà a questa regola, confermando, così,  semmai ce ne fosse bisogno,  la sua trasparenza e l’autorevolezza della carica che ricopre. Preciso che l’azzeramento non è sinonimo – per quanto mi riguarda –  di totale ricambio dei soggetti de quibus, perché sono possibili riconferme condivise, tenuto conto dei punti programmatici di fine mandato amministrativo e delle risorse umane che si riterranno competenti e disponibili.

    Ciò che è essenziale è l’inversione del modulo di gestione della res pubblica finora praticato in buona sostanza, ossia gli assessori non dovranno essere o comportarsi da nuovi feudatari, e cioè centri di potere avulsi dagli indirizzi e controllo del Consiglio Comunale, riducendo, in tal modo, i Consiglieri a meri sudditi.

    Ex adverso, dovranno dare esecuzione ai punti programmatici stabiliti dalla maggioranza della coalizione, rapportandosi col Sindaco e Consiglieri.

    Ciò e quant’altro rappresentato nell’incontro del 10.09.2015 costituisce la “conditio sine qua non” per continuare il mio mandato quale eletto del Popolo (305 voti di sostanza – 505 numerici).

    Nell’eventualità – credo remota – dovessi riscontrare il mancato ripristino di queste elementari regole dell’azione politica, non esiterò, dopo aver sentito i miei elettori, a rassegnare le dimissioni da Consigliere Comunale.

    Questo è il mio modo di interpretare la politica – arte e passione –  passione per la politica e politica per passione; un solo interesse: il bene “Comune”.

    Consigliere Comunale  Luciano Farro


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