{"id":7704,"date":"2011-04-17T15:38:04","date_gmt":"2011-04-17T13:38:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.matinella.it\/?p=7704"},"modified":"2011-04-18T12:27:29","modified_gmt":"2011-04-18T10:27:29","slug":"biogas-ad-altavilla-silentina-impianto-da-1-mwe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.matinella.it\/?p=7704","title":{"rendered":"Un impianto di Biogas per Altavilla Silentina"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">\n<figure id=\"attachment_7749\" aria-describedby=\"caption-attachment-7749\" style=\"width: 240px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-7749 \" src=\"https:\/\/www.matinella.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/354901-800x600-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"180\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-7749\" class=\"wp-caption-text\">Altavilla Silentina<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Sar\u00e0 realizzato ad Altavilla Silentina il primo impianto di Biogas di una delle pi\u00f9 importanti aree casearie e di allevamenti bufalini della Regione, l&#8217;asse territoriale Serre &#8211; Altavilla &#8211; Albanella &#8211; Capaccio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Provincia di Salerno ha infatti autorizzato in data 15 marzo 2011 il primo impianto di produzione di energia elettrica e termica, alimentato a biogas, del territorio della Piana del Sele e del Calore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;impresa\u00a0<em>developer<\/em> che ha progettato e sviluppato l&#8217;impianto, portandolo ad autorizzazione, \u00e8 la societ\u00e0 <strong><span style=\"color: #ff0000\">E.R.B.A. &#8211; Energia Rinnovabile da Biomasse Agricole S.r.l.<\/span><\/strong> di Bari, societ\u00e0 di scopo del ben pi\u00f9 noto gruppo <strong><span style=\"color: #ff0000\">ICQ HOLDING<\/span><\/strong> di Roma, societ\u00e0 tra i leader in Europa nel campo delle energie alimentate da fonti rinnovabili e considerata una delle migliori\u00a0<strong><span style=\"color: #0000ff\"><em>utility<\/em> <\/span><\/strong>italiane specializzate nella produzione di energia\u00a0<strong>da fonte eolica, idroelettrica, biomassa e gas da rifiuti<\/strong><strong>, <\/strong>con progetti sviluppati in tutto il mondo. La ICQ Holding \u00e8 stata anche una delle prime aziende italiane a sviluppare progetti di \u201c<strong><span style=\"color: #0000ff\">biofuel<\/span><\/strong>\u201d (Africa e Brasile) sfruttando alcuni terreni incolti per la produzione di oli vegetali (jatropha e olio da semi di cotone) destinati poi alla commercializzazione e trasformazione a fini energetici.<\/p>\n<figure id=\"attachment_7740\" aria-describedby=\"caption-attachment-7740\" style=\"width: 440px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-7740  \" src=\"https:\/\/www.matinella.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/Piante.bmp\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"121\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-7740\" class=\"wp-caption-text\">A sinistra una piantagione di cotone. A destra la Jatropha. Dai loro semi si produce un utile biofuel oggetto della sperimentazione della ICQ Holding.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: center\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La societ\u00e0 che realizzer\u00e0 e gestir\u00e0 l&#8217;impianto pare sar\u00e0 la <strong><span style=\"color: #ff0000\">Selenergia S.r.l.<\/span><\/strong>, una societ\u00e0 creata ad hoc ed in cui la ICQ Holding, <em>developer<\/em> del progetto, ha una quota societaria tramite la controllata E.R.B.A. S.r.l. .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;impianto autorizzato, della potenza di <strong><span style=\"color: #0000ff\">2,5 Megawatt termici<\/span><\/strong> e <span style=\"color: #0000ff\"><strong>0,999 Megawatt elettrici<\/strong><\/span>, sorger\u00e0 nella contrada agricola <strong><span style=\"color: #0000ff\">Olivella <\/span><\/strong>di Altavilla Silentina e <strong><span style=\"color: #ff6600\">sfrutter\u00e0 il biogas generato dalla fermentazione delle biomasse agricole e zootecniche<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma cos&#8217;\u00e8 un impianto di biogas?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<figure id=\"attachment_7746\" aria-describedby=\"caption-attachment-7746\" style=\"width: 269px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-7746  \" src=\"https:\/\/www.matinella.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/impianto_biogas10001.jpg\" alt=\"\" width=\"269\" height=\"182\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-7746\" class=\"wp-caption-text\">I digestori di un impianto di biogas<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Spesso al centro di polemiche e oggetto di protesta di agguerriti movimenti civici (alimentati dai timori delle popolazioni residenti circa l\u2019impatto ambientale conseguente ad una simile installazione), un impianto di biogas \u00e8 un impianto che <span style=\"color: #0000ff\">\u201cproduce\u201d energia<\/span> sfruttando la naturale degradazione di masse fermentescibili come i reflui zootecnici, i prodotti agricoli di scarto, il siero del latte ed altre biomasse di natura organica (tra cui anche i rifiuti solidi urbani). In linea teorica e puramente tecnica, la stessa classificazione di \u201cbio\u201d gas dovrebbe essere in grado di fornire ampie rassicurazioni sul metodo biologico (ovvero \u201cnaturale\u201d) di produzione del gas, ottenuto dalla naturale <span style=\"color: #0000ff\">fermentazione anaerobica<\/span> (ovvero in assenza di ossigeno) di sostanze organiche che nel loro processo di degradazione si disidratano rilasciando, come effetto, elementi gassosi. L&#8217;energia ricavata dalla biomassa non \u00e8 soltanto &#8220;ecologica&#8221;, ma anche molto versatile, considerato che oltre ad energia elettrica da immettere in rete, il processo di trasformazione genera come sottoprodotto anche energia termica (calore) utilizzabile per il riscaldamento di ambienti, di serre, per la produzione di ulteriore energia o come carburante biologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Un impianto di <span style=\"color: #0000ff\"><strong>biogas da biomasse agricole e zootecniche<\/strong><span style=\"color: #000000\">, dunque,<strong> <\/strong><\/span><\/span>non fa altro che &#8220;sfruttare&#8221; gli effetti del naturale processo di fermentazione che avviene in natura, quando si accumula letame o materiale organico in una vasca di decantazione.\u00a0Il processo di fermentazione, nell\u2019impianto di biogas, al contrario, avviene in ambienti chiusi (fermentazione anaerobica), a temperatura controllata, al fine di &#8220;catturare&#8221; quella produzione di gas che altrimenti si vaporizzerebbe nell&#8217;aria. La generazione di gas dalle biomasse (reflui zootecnici, mais, erba ed altre masse di origine agricola ed organica) la si deve al \u201clavoro\u201d di microrganismi, che convertono la biomassa (detta cos\u00ec perch\u00e9 &#8220;massa di natura biologica&#8221;) introdotta in vasche (denominate \u201c<span style=\"color: #0000ff\">digestori anaerobici<\/span>\u201d) in \u201c<span style=\"color: #0000ff\">combustibile gassoso biologico<\/span>\u201d (appunto biogas) costituito prevalentemente da metano e anidride carbonica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<figure id=\"attachment_7770\" aria-describedby=\"caption-attachment-7770\" style=\"width: 270px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-7770  \" src=\"https:\/\/www.matinella.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/64.jpg\" alt=\"\" width=\"270\" height=\"179\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-7770\" class=\"wp-caption-text\">Un impianto di biogas di medie dimensioni<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Il biogas cos\u00ec prodotto alimenta un motore\u00a0(cd. &#8220;<span style=\"color: #0000ff\"><strong>cogeneratore<\/strong><\/span>&#8221; o &#8220;<strong><span style=\"color: #0000ff\">elettrogeneratore<\/span><\/strong>&#8220;)\u00a0in cui il gas viene bruciato internamente, generando energia elettrica. Dall\u2019intero processo si ricava anche energia termica, come detto, mentre l\u2019energia elettrica prodotta dall\u2019elettrogeneratore viene immessa nella rete Enel attraverso un sistema di cabine di interscambio, rispettivamente di &#8220;<span style=\"color: #0000ff\">trasformazione<\/span>&#8221; dell\u2019energia e di &#8220;<span style=\"color: #0000ff\">cessione<\/span>&#8221; dell\u2019energia trasformata. Il materiale residuale di questo processo, il digestato ormai disidratato, \u00e8 costituito da un conglomerato composito di letame e residui vegetali essiccati, utilizzabile in agricoltura come ammendante o compost per i terreni grazie alla presenza di notevoli sostanze nutritive utili: un po\u2019 come era in uso tra i vecchi allevatori della zona, quando essiccavano il letame prodotto negli allevamenti in vasche di deposito, per poi spanderlo a maturazione ultimata (processo di disidratazione) a m\u00f2 di fertilizzante sui terreni. In altri termini un impianto di biogas \u00e8 un impianto che rende &#8220;risorsa&#8221; tutte quelle sostanze che altrimenti sarebbero destinate allo smaltimento &#8220;tal quale&#8221; (senza trattamenti e processi di disidratazione). Uno smaltimento spesse volte scriteriato e contro legge che ha alimentato in questi anni un fenomeno allarmante di inquinamento da reflui zootecnici, molto diffuso nelle zone ricche di allevamenti. Tuttavia anche la tenuta eco-sostenibile dell&#8217;impianto di biogas \u00e8 direttamente proporzionata, come sempre, alla <strong><span style=\"text-decoration: underline\"><span style=\"color: #ff6600\">capacit\u00e0 <\/span><\/span><\/strong>e <span style=\"color: #ff6600\"><strong><span style=\"text-decoration: underline\">coscienza <\/span><\/strong><\/span>di chi \u00e8 chiamato a gestire un impianto, legata cio\u00e8, indissolubilmente, a fattori come il &#8220;<strong><span style=\"color: #0000ff\">tipo<\/span><\/strong>&#8221; di gestione dell&#8217;impianto e i &#8220;<span style=\"color: #0000ff\"><strong>criteri<\/strong><\/span>&#8221; di prescelta delle biomasse di alimentazione, quasi sempre &#8220;ago della bilancia&#8221; nel giudizio sull&#8217;<strong><span style=\"color: #0000ff\">utilit\u00e0<\/span><\/strong> o la <span style=\"color: #0000ff\"><strong>nocivit\u00e0 <\/strong><\/span>di un impianto di biogas per il territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma veniamo all\u2019impianto di Altavilla.<\/p>\n<figure id=\"attachment_7743\" aria-describedby=\"caption-attachment-7743\" style=\"width: 469px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-7743 \" src=\"https:\/\/www.matinella.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/Immagine1.bmp\" alt=\"L'immagine dal satellite dell'area, tra Olivella e Quercia Grossa, in cui sorger\u00e0 l'impianto (perimetro evidenziato in neretto)\" width=\"469\" height=\"277\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-7743\" class=\"wp-caption-text\">L&#039;immagine dal satellite dell&#039;area, tra Olivella e Quercia Grossa, in cui sorger\u00e0 l&#039;impianto (perimetro evidenziato in neretto)<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019impianto di biogas della Selenergia <strong><span style=\"color: #0000ff\">sar\u00e0 capace di produrre 2,5 megawatt di energia termica<\/span><\/strong>, prodotta dal calore recuperato dal raffreddamento del motore (cd. \u201ccogeneratore\u201d o \u201celettrogeneratore\u201d) e dai fumi di scarico: energia che sar\u00e0 utilizzata in parte per il riscaldamento dei reattori della digestione anaerobica e in parte per la climatizzazione degli uffici dell\u2019impianto e per la produzione di acqua calda (con previsione, per il futuro, di produzione di ulteriore energia elettrica).<\/p>\n<figure id=\"attachment_7745\" aria-describedby=\"caption-attachment-7745\" style=\"width: 466px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-7745  \" src=\"https:\/\/www.matinella.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/Immagine2.bmp\" alt=\"\" width=\"466\" height=\"356\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-7745\" class=\"wp-caption-text\">L&#039;area del sito (in alto al confine con le piantagioni) vista dalla strada di Quercia Grossa<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Di circa <strong><span style=\"color: #0000ff\">1 megawatt di energia elettrica<\/span><\/strong>, invece, sar\u00e0 la capacit\u00e0 di produzione dell\u2019impianto: per comprendere meglio la portata di questi dati tecnici sulla capacit\u00e0 di produzione dell&#8217;impianto di Olivella, si pu\u00f2 affermare che 1 megawatt \u00e8 approssimativamente il consumo medio giornaliero di energia di circa 120 &#8211; 170 famiglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019impianto sar\u00e0 alimentato attraverso l\u2019utilizzo di <strong><span style=\"color: #ff0000\">biomasse agricole<\/span><\/strong> e precisamente da <strong><span style=\"color: #0000ff\">letame bufalino<\/span><\/strong> (di circa 3000 capi), <span style=\"color: #0000ff\"><strong>siero di latte<\/strong><\/span> proveniente dalla filiera di produzione della mozzarella di bufala, <strong><span style=\"color: #0000ff\">insilati di mais<\/span><\/strong> ed altre colture agricole locali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019impianto, i cui lavori inizieranno nel prossimo giugno con previsione di messa in funzione per l\u2019Aprile 2012, sar\u00e0 costituito<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>da un\u2019area di stoccaggio dei materiali organici;<\/li>\n<li>da una vasca per lo stoccaggio temporaneo della biomassa liquida da inserire successivamente nei fermentatori;<\/li>\n<li>da una vasca di alimentazione (cd. \u201cdosatore di alimentazione\u201d) destinata ad accogliere le materie prime conferite giornalmente dagli agricoltori\/allevatori convenzionati con l\u2019impianto e che alimenter\u00e0 man mano i digestori (luogo in cui avviene la fermentazione della biomassa con produzione di gas);<\/li>\n<li>da tre vasche di fermentazione (cd. \u201cdigestori\u201d) da 4600 metri cubi di capienza ciascuna;<\/li>\n<li>da vasche di stoccaggio destinate al deposito dei prodotti finiti (cd. \u201cdigestato\u201d).<\/li>\n<\/ul>\n<figure id=\"attachment_7748\" aria-describedby=\"caption-attachment-7748\" style=\"width: 307px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-7748  \" src=\"https:\/\/www.matinella.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/denitrificatori.jpg\" alt=\"\" width=\"307\" height=\"171\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-7748\" class=\"wp-caption-text\">Un piccolo impianto di denitrificazione<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Manca, come emerge dalla descrizione dell\u2019impianto autorizzato dalla Provincia, l\u2019impianto di abbattimento dei nitrati (<strong><span style=\"color: #0000ff\">impianto di denitrificazione<\/span><\/strong>), principale problematica degli impianti di biogas, in termini di costi per la sua realizzazione, ed elemento di discrimine sulla valutazione del grado di inquinamento producibile da questi impianti con il successivo smaltimento del digestato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli effluenti zootecnici, infatti, contengono nitrato, un composto che in dosi elevate \u00e8 nocivo per l&#8217;ambiente e per la salute umana. L\u2019inquinamento da nitrati \u00e8 un preoccupante effetto patito da quei territori, come il nostro, ricchi di allevamenti e che subiscono lo spandimento, in dosi stratosfericamente massicce, di reflui zootecnici (spesso non ancora &#8220;maturati&#8221;) su terreni e in acque superficiali. Una problematica che sarebbe risolvibile con un p\u00f2 di coscienza da parte degli allevatori stessi (i reflui vanno sottoposti a trattamento di decantazione-denitrificazione-disidratazione prima di essere sparsi su terreno) e con la costruzione di impianti di denitrificazione capaci di abbattere la dose nociva di nitrati contenuti nelle deiezioni degli allevamenti. Cosa che invece, anche a causa della mancanza di una avveduta e lungimirante politica ambientale (nonch\u00e9 dell\u2019assoluta mancanza di rigore nei controlli da parte delle autorit\u00e0 preposte), non \u00e8 avvenuta in questi ultimi 20 anni, allorch\u00e9 l&#8217;ammontare dei capi bufalini si \u00e8 pi\u00f9 che quadruplicato rispetto al passato, favorendo quell&#8217;allarmante inquinamento da nitrati del nostro territorio, dovuto all\u2019incontrollato, alcune volte spregiudicato e massiccio spargimento nei terreni e nei fiumi di tonnellate di reflui &#8220;tal quale&#8221; (senza cio\u00e8 alcun tipo di &#8220;trattamento&#8221;) proveniente dagli allevamenti. Incalcolabili i danni all\u2019ambiente e alla salute con cui sia oggi che, soprattutto, nei prossimi anni dovremo tutti quanti noi fare i conti. Un impianto di biogas pu\u00f2 parzialmente risolvere il problema (o pu\u00f2 &#8220;completamente&#8221; risolverlo se dotato di impianto di denitrificazione). Tuttavia, secondo molti, pu\u00f2 creare tutt&#8217;altre problematiche, connesse con lo sviluppo dell&#8217;agricoltura locale e con altri &#8220;rischi&#8221; legati alle modalit\u00e0 di gestione dell&#8217;impianto. Ma questo \u00e8 un altro discorso.<\/p>\n<p>Views: 201<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sar\u00e0 realizzato ad Altavilla Silentina il primo impianto di Biogas di una delle pi\u00f9 importanti aree casearie e di allevamenti bufalini della Regione, l&#8217;asse territoriale Serre &#8211; Altavilla &#8211; Albanella &#8211; Capaccio. 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