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Un bravo ragazzo. Un meraviglioso ragazzo. Buon viaggio Umberto

Una comunità nuovamente sconquassata, lacerata, abbattuta dall’ennesimo lutto cittadino. Questa volta è stato di quelli inimmaginabili, di quelli che si riesce con difficoltà ad accettare, comprendere.

“Perché?!” è la domanda che almeno una volta in queste ore di dolore sarà frullata nella testa di migliaia di concittadini.

Quali disegni si celano dietro una vita spezzata in così tenera età?

Quali logiche terrene possono portarci a tollerare il destino di un giovane strappato a quella vita a cui era avvinghiato con forza, speranza e una valigia piena di progetti?

Un amabile ragazzo, allegro, educato, rispettoso, profondo, il classico “bravo figliolo” che tutti i genitori vorrebbero, quasi una rarità al giorno d’oggi: l’Umberto Mirarchi che la comunità albanellese conosceva non era solo “il figlio del vicesindaco“, era soprattutto quel caro ragazzino che un po’ tutti avevamo imparato a conoscere sin da piccolino, quando al seguito dei genitori o delle sorelle più grandi Maria e Fabiola iniziava a frequentare il centro cittadino, il circolo Il Ritrovo – per qualche anno gestito dalla famiglia Mirarchi – i bar con gli amichetti, la piazzetta e gli altri pochi luoghi di ritrovo che un piccolo paese come il nostro offre e come tutti noi abbiamo fatto nella nostra giovinezza.

Quante volte avremo sentito quel  “Umberto, mi raccomando”, quel puntuale monito a non fare troppo tardi ricordato dalle sorelle che lo accompagnavano in paese e al quale quell’adorabile ragazzino replicava sempre ossequioso e ubbidiente “siii. Va bene.” Un rapporto idilliaco e di ammirevole amore fraterno quello che legava le sorelle Maria e Fabiola al “piccolo” di casa, un legame evidenziato dai messaggi che accompagnavano le foto con le sorelle che Umberto postava sui social e testimoniato da una meravigliosa poesia che il ragazzo aveva dedicato loro qualche tempo fa e che il parroco don Carlo Ciocca ha letto durante la commovente funzione religiosa di quest’oggi.

E’ così che la nostra comunità aveva imparato a conoscere “Umbertino”, come affettuosamente ogni tanto lo chiamavamo quasi a voler vezzeggiare quel giovane a modo, sempre sorridente, capace di salutarti con gioia anche 10 volte in una giornata se per 10 volte t’incontrava, che scherzava con noi più adulti in confidenza ma sempre con rispetto. Come gli avevano insegnato mamma e papà, che hanno avuto il grande merito di crescere una bellissima famiglia.

Quell’adolescente col visino piccolo e delizioso che a mala pena riusciva a contenere quei grossi occhiali che lo stavano aiutando a crescere, era pian piano diventato sotto i nostri occhi ormai un uomo. Maggiorenne da qualche mese, si avviava a ingrossare le fila di quella bella gioventù su cui immancabilmente ogni comunità in trasformazione generazionale ripone le proprie speranze per un futuro più radioso.

No. Questa volta riesce difficile trovare parole di conforto.
C’è solo dolore ma anche tanta speranza.

Dolore e speranza per familiari, parenti, amici, e per la nostra comunità, che oggi si è stretta amorevolmente attorno alla famiglia Mirarchi in un paese listato a lutto e che non aveva mai visto una così grande e commossa partecipazione nei funerali che si sono appena conclusi nella nuova Chiesa di San Gennaro.

Un pomeriggio struggente che difficilmente sarà dimenticato: il ricordo degli amici in lacrime, che prima di accompagnare il feretro del loro compagno vestiti di una t-shirt su cui era impressa la sua immagine, hanno raccontato l’Umberto affettuoso, l’Umberto confidente, l’Umberto ragazzo allegro, l’amico a cui era impossibile non volere bene; il ricordo dei suoi insegnanti che in un bellissimo messaggio hanno svelato l’Umberto studente intraprendente ed educato; l’intervento del Presidente del Consiglio Comunale di Albanella, Remo Pipi, che a nome del sindaco (rimasto bloccato all’estero) e di tutta l’amministrazione comunale, ha espresso vicinanza e affetto alla famiglia Mirarchi colpita da questa immane tragedia.

Oggi è uno dei giorni più tristi per il nostro paese” diceva una signora mentre ci si incamminava verso l’uscita al termine della funzione religiosa, ricevendo il cenno di condivisione di tutti i presenti che avevano ascoltato il pensiero appena sospirato. Sì, Umberto lascerà un incommensurabile vuoto in papà, mamma, le sorelle, ma lascerà un vuoto anche nella nostra comunità che ha perso un altro dei suoi figli, un bravo ragazzo, un meraviglioso ragazzo.

Da domani in questo piccolo paese dove inevitabilmente ognuno conosce l’altro, dove è impossibile non condividere gioie e dolori di tutti, la vita sarà un po’ più triste.

Oggi c’è solo dolore. Ma anche tanta speranza e una certezza.
La speranza che papà Pasquale e mamma Lina riacquistino presto quella serenità dilaniata da questa tragedia che siamo sicuri la loro “fortissima” famiglia riuscirà a superare.
La speranza che Maria e Fabiola ritrovino presto quel sorriso con cui abbiamo imparato a conoscerle e ammirarle.
La certezza che la famiglia Mirarchi possa andare sempre orgogliosa per aver cresciuto, tirato sù un ragazzo d’oro amato da tutti e oggi ricordato da migliaia di persone.

Per Umberto…per Umberto non ci rimane che un solo pensiero: buon viaggio ragazzo…

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fonti foto: Facebook
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Scritto da su Nov 27 2016. Archiviato come Cronaca, Cronaca, Primo Piano. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti sono temporaneamente chiusi, ma puoi usare il trackback dal tuo sito









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