Vogliono tassare Google

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    googleUn rapporto del ministro francese della cultura propone la creazione di una «Tassa Google» sui ricavi derivanti dalla pubblicità online, al fine di migliorare l’offerta legale di beni culturali su Internet e il pagamento degli autori.

     Il ministro della Cultura, Frederic Mitterand, aveva confidato a inizio settembre 2009 a Patrick Zelnik (Pdg di Naive), Jacques Toubon (già ministro della Cultura) e Guillaume Eerutti (Pdg di Sotheby’s France), la sua missione per cercare di trovare i mezzi per migliorare l’offerta culturale sul Web e il modo di pagare i suoi creatori. Per finanziare questo suo progetto in tre anni ci sarebbe bisogno di circa 50 milioni di euro nel 2010 e poi 35 e 40 milioni l’anno per il 2011 e il 2012, per questo la missione propone la creazione di una tassa sui ricavi da pubblicità online. Questa «Tassa Google», come l’ha soprannominata l’ex ministro Toubon, prenderebbe in considerazione tutti i ricavi pubblicitari derivanti da Internet delle società dell’unione europea generati dall’utilizzo dei servizi da loro offerti in Francia. «Un prelievo obbligatorio di questo tipo sarà compatibile con le norme comunitarie», stimano gli autori del rapporto, che sottolineano come l’ok a questa proposta avrebbe bisogno «del sostegno dei principali partner europei» della Francia. Da diversi mesi i siti culturali e quelli della stampa si lamentano di come siti come Google raccolgano la maggior parte della pubblicità online utilizzando i contenuti di altri senza una contropartita. Di rimando all’ipotesi di tassare i giganti del Web, Google risponde che bisogna privilegiare «soluzioni innovative ad una logica della tassazione» che risponda a sua volta ad una «logica di contrasto tra il mondo di Internet e quello della cultura», scrive in un comunicato Olivier Esper, direttore degli affari pubblici di Google France . «Speriamo – conclude Esper – che tra le raccomandazioni avanzate dal rapporto, siano approvate quelle che privilegiano la cooperazione» tra gli attori di Internet e le filiere culturali.

    di A.P.


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