Cirielli: si alla lista del Presidente e Gambino è ok!

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    Edmondo CirielliEdmondo Cirielli non ha dubbi: Gambino è ok. «Sul piano personale ho grande stima per l’uomo. Conosco bene la sua vicenda e confermo che è una persona per bene. Uscirà da questa storia completamente pulito. In malafede qualcuno sta montando ad arte questa vicenda. Ma diciamocela tutta: la sua situazione giudiziaria avrebbe potuto farla finire in prescrizione, invece ci tiene a dimostrare la sua innocenza».

    Insomma, a dispetto dei dubbi che anche da ambienti napoletani erano trapelati su un veto alla candidatura di Gambino, Cirielli mette tutta la sua autorevolezza sulla candidatura dell’ex sindaco di Pagani. «Caldoro ha detto delle sue qualità e anche Taglialatela l’ha confermato, inutile ripetere il parere di Cosentino che più volte ha ribadito la volontà di candidarlo», aggiunge. Si tratta dunque di fuoco amico «lanciato da qualcuno che lo teme e lo vuole togliere dalla lista. Gambino è una vittima di una vicenda che non esiste proprio. E so che il coordinamento regionale e il candidato presidente hanno un atteggiamento garantista». Circa il tema delle liste spiega che «sia giusta una lista del presidente sono in tanti quelli che si vogliono candidare e che possono dare un valore aggiunto.

    Bisogna anzi favorire chi viene dalle società civile e quei politici che si stanno avvicinando alle nostre posizioni. Insomma direi a Caldoro di pensarci e di fare una propria lista». Anche sul tema delle quote rosa Cirielli è ottimista, «Ci sono difficoltà nella lista del Pdl per abbondanza di aspiranti». E sui nomi dei consiglieri provinciali e dei suoi collaboratori che saranno impegnati nel prossimo turno elettorale alla Regione e nei Comuni, evita di fare commenti. «Non sono io a lavorare a questa cosa, sono interessato a vedere come si compongono le liste, ma non sto facendo niente in prima persona: ci sono i coordinatori». Ma poi aggiunge: « Ecco, se proprio devo esprimere un rammarico, non avrei voluto perdere Marco Galdi che è candidato sindaco a Cava. Ma bisogna capire che è un suo dovere impegnarsi. Alla fine io stesso se avessi dovuto dar ascolto alla convenienza non mi sarei dovuto candidare alla Provincia. Ecco, non direi no nemmeno se mi facessero direttore di un giornale, se serve alla… causa».

    Intanto sul fronte delle candidature, dopo Mara Carfagna, anche Alessandra Mussolini scende in campo a Napoli. La presidente della commissione parlamentare Infanzia sarà in corsa alle Regionali a sostegno del candidato governatore Stefano Caldoro: «È una scelta per Napoli e per amore – ha spiegato – È una sfida importantissima, non bisogna stare alla finestra, ci vuole il coinvolgimento di tutti. Io mi candido, non è possibile stare fuori da una competizione cruciale come questa». Sulla scia della nuova legge elettorale, dunque, il Pdl prepara la svolta rosa: la sfida interna è tra il ministro per le Pari opportunità, capolista nel collegio partenopeo, e la stessa Mussolini, che verranno sostenute da aree diverse del partito. Entrambe popolari, puntano a raccogliere consensi sfruttando la doppia preferenza: agli elettori è infatti offerta la possibilità di indicare sulla scheda due nomi, uno dei quali dev’essere di una donna. Una strategia che viene sostenuta dal coordinatore campano del Pdl, Nicola Cosentino: «La candidatura della Mussolini, unitamente a quella del ministro Carfagna, rappresentano il vero valore aggiunto di questa campagna elettorale». Per il sottosegretario «lo sforzo messo in campo dal partito, attraverso candidature di estremo spessore tecnico e politico, se da un lato segnala una reale volontà di cambiamento, dall’altro evidenzia il forte potere di aggregazione espresso dalla coalizione che sostiene Caldoro».

    Non mancano le critiche agli avversari: «I cittadini – conclude Cosentino – hanno la necessità di un reale momento di rottura con il passato, che il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca e il teatrino messo in piedi dal centrosinistra e dai loro alleati forcaioli non sono certamente in grado di esprimere». Per Caldoro «si tratta di un ulteriore segno di impegno per la città e la Campania. È nota l’ex ministro socialista – la popolarità e la conoscenza del territorio della Mussolini».

    Fonte: ilmattino


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