L'antibatterico più naturale? È sotto terra

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    argLa terra antibatterica? Potrebbe sembrare un paradosso visto che riteniamo la terra sporca e poco igienica. Invece, è proprio ciò che si trova nel terreno, in profondità, a essere potenzialmente un valido antisettico. La conosciamo tutti con il nome di argilla e le sue virtù terapeutiche, in alcuni casi, vengono sfruttate da tempo immemorabile. 
    Secondo alcuni una delle sue principali peculiarità è quella di assorbire le sostanze nocive donando, in cambio, vitalità all’organismo (sotto forma di ioni). Questa sua particolare funzione viene definita CSC (Capacità di Scambio Cationico) e consiste nella capacità di assorbire determinati ioni restituendone altri in cambio. Ma le virtù dell’argilla pare siano così tante che non bastano di certo poche righe per descriverle tutte: tra le più interessanti si possono menzionare le proprietà antianemiche, rigeneranti, cicatrizzanti, remineralizzanti e, ovviamente, antibatteriche. Si ritiene, infatti, che sia un vero e proprio battericida naturale in grado di eliminare microorganismi patogeni senza, tuttavia, interferire con la naturale flora batterica o danneggiare l’organismo.
    L’argilla destinata ad uso terapeutico viene dapprima «scavata con una ruspa. Le zolle si espongono al sole finché non hanno raggiunto il giusto grado di secchezza, quindi viene raccolta dentro delle apposite vasche e portata alla macinazione» ci spiega il dottor Ferraro dell’azienda produttrice Argital (MI). Quella destinata ad uso interno (argilla ventilata), invece, segue ancora una seconda lavorazione: «Prima di essere confezionata viene sterilizzata in una vasca con un calore superiore a 100 gradi centigradi», sottolinea Ferraro. Questo tipo di argilla viene sottoposta anche a micronizzazione: «Un processo meccanico per mezzo del quale un minerale viene prima frantumato, poi macinato e successivamente micronizzato, cioè ridotto in particelle piccolissime del diametro di pochi micron – millesimi di millimetro». Quest’ultima procedura è essenziale, perché più piccole sono le particelle migliore è l’assorbimento da parte dell’organismo.


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