Muore l'Inventore del bancomat!

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    banJohn Shepherd-Barron, inventore delle casse automatiche Atm meglio note come bancomat, è morto in Scozia all’età di 84 anni.Il primo sportello automatico venne installato a Londra nel 1967: Barron aveva raccontato di aver avuto l’idea del bancomat dopo aver trovato chiusa la sua banca; dato che all’epoca le carte plastificate non esistevano, venivano utilizzati degli speciali assegni dotati di un numero di identificazione dell’utente.
     È morto all’età di 84 anni John Shepherd-Barron, il britannico considerato l’inventore del bancomat (in inglese Atm, che sta per automated teller machine). Barron immaginò il “cassiere automatico” nel 1965 mentre si faceva un bagno: poco prima era andato di corsa in banca per prendere dei contanti, ma l’aveva trovata chiusa, racconta il Daily Telegraph. All’epoca lavorava per l’azienda De La Rue Instruments (stampavano monete di molti paesi, assegni ed azioni, tra le altre cose), e si ispirò alle macchinette che distribuivano barrette di cioccolato. Portò il suo progetto alla Barclays Bank, che ne capì il potenziale: il primo bancomat fu installato all’agenzia di Enfield (Londra), nel 1967. Il primo cliente fu la star televisiva Reg Varney il primo acquirente con la tesserina. All’epoca il bancomat funzionava infilando un assegno speciale in una fessura, e digitando un pin (all’inizio di sei cifre, poi di 4 “perché mia moglie Carolina non si ricordava mai il numero”, ha raccontato). Poi sarebbe arrivata la tessera plastificata. Oggi ci sono circa 2 milioni di bancomat in tutto il mondo. Shepherd-Barron, però, non brevettò mai la sua invenzione, né fece soldi con la sua idea.Tuttavia nel 2005 la Regina gli conferì l’onorificenza Ordine dell’Impero Britannico, e successivamente ha ricevuto un ’premio alla carrierà dalla Atm Industry Association, che raggruppa i costruttori delle macchine. Un altro scozzese, James Goodfellow, brevettò la tecnologia del pin, ed è considerato un altro dei padri del bancomat. Sviluppò il sistema che funzionava con una carta portante un codice criptato e una tastiera su cui digitare il numero personale. Ma la sua macchina fu testata dopo quella di Shepherd-Barron.


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