Assenteismo a Montecitorio. I Deputati fannulloni

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    di Gerardo Picilli

    Presenzialismo, assenteismo, le polemiche sull’efficienza della Pubblica Amministrazione, i fannulloni di sinistra o di destra: le opinioni sul tema ormai si moltiplicano e sono spesso divergenti. 

    Ministro Brunetta
    Ministro Brunetta

    Di seguito presenteremo qualche solido numero per partecipare al dibattito con maggior cognizione di causa. Si tratta delle statistiche oggettive fornite dalla Camera dei Deputati, dunque di cifre né confutabili, né interpretabili con troppa libertà. Nelle schermate seguenti troverete una fotografia dell’andamento dell’attività parlamentare dell’aula di Montecitorio dall’inizio di questa legislatura fino a oggi; un periodo in cui, alla Camera dei Deputati, sono andate in scena quasi 6000 votazioni.

    Il metodo utilizzato prevede che ogni deputato si intende presente se ha votato o se è in missione. I dati non evidenziano in alcun modo i casi di assenza legati a malattia o ad altre cause giustificate.

    Non tutti si sono dimostrati devoti alla causa della Repubblica… che anche tra gli onorevoli si nasconda qualcuno dei fannulloni tanto invisi al ministro Brunetta?

    In ordine: Rosy Bindi (pd), Antonio Palmieri (pdl) e Remigio Ceroni (pdl)
    In ordine: Rosy Bindi (pd), Antonio Palmieri (pdl) e Remigio Ceroni (pdl)

    Una citazione d’onore, prima di dedicarsi ai vizi degli assenti, la meritano le virtù degli stakanovisti: la casella delle assenze alle votazioni di Rosy Bindi recita un rotondo 0%, mentre quelle di Remigio Ceroni e AntonioPalmieri (entrambi del Pdl) due lusinghieri 0,20 e 0,25% (per rispettive 12 e 15 votazioni saltate). 

    Ecco invece la classifica delle presenze dei Gruppi Parlamentari:
    1. Lega Nord Pania 92,67%
    2. PDL 86,74%
    3. PD 84.07%
    4. IDV 77,25%
    5. UDC 75,76%
    6. Misto 71,40%

    Per quel che riguarda gli assenteisti, segue ora la top ten, per i quali abbiamo anche tentato di calcolare (con valore puramente indicativo) il costo per la collettività di ogni “voto” partendo semplicemente dalla indennità mensile di ciascun deputato.

    Ecco come viene individuata e descritta sul sito internet della Camera: “L’indennità è corrisposta per 12 mensilità. L’importo mensile – che, a seguito della delibera dell’Ufficio di Presidenza del 17 gennaio 2006, è stato ridotto del 10% – è pari a 5.486,58 euro, al netto delle ritenute previdenziali (€ 784,14) e assistenziali (€ 526,66) della quota contributiva per l’assegno vitalizio (€ 1.006,51) e della ritenuta fiscale (€ 3.899,75)”.

    Per i nove mesi e mezzo di attività possiamo quindi calcolare una indennità pari a 46.631€.

    Ma vediamo i 10 politici più “assenti” dal Parlamento…

    Antonio Gaglione (eletto PD ora gruppo msto)
    Antonio Gaglione (eletto nel PD ora gruppo misto)

    È il deputato che meno ha partecipato alle votazioni svolte e, sinceramente, sarà difficile scalzarlo dal gradino più alto del podio, visto il suo ragguardevole 92,53% di assenze. Antonio Gaglione, pugliese di brindisi, città dove è nato nel 1953, è stato eletto nelle file del PD, ma milita adesso nel Gruppo Misto. Dal 7 ottobre 2009 prende parte alla XIV Commissione (Politiche dell’Unione Europea). Cardiologo di professione, non si può certo dire abbia a cuore l’esercizio del voto: 445 votazioni e 0 missioni per lui, pari al 7,47% del totale. È lui l’uomo d’oro di Montecitorio, ogni suo voto vale 104,7 €. (445×104,7=46.591,5€)

    Niccolò Ghedini (PDL)
    Niccolò Ghedini (PDL)

    Uno dei big della politica, uomo di fiducia, nonché avvocato, del Presidente del Consiglio. Niccolò Ghedini deve trovarsi non troppo a suo agio sugli scranni della Camera, giacché sul “registro di classe” risulta assente nel 74,58% delle votazioni. Nato a Padova nel 1959, membro del PDL e della Commissione Giustizia, è alla sua terza legislatura. Da politico di lungo corso, probabilmente, ha imparato a distinguere le votazioni importanti da quelle irrilevanti, visto che ha espresso la propria opinione in sole 1515 occasioni (pari al 25,42% delle votazioni totali). Le aule dei tribunali, dove difende le parti degli altri, sono per lui molto più remunerative di quella della Camera, dove ogni voto gli vale poco più di 30 €.(1515×30=45.450,00€)

    Italo Teloni eletto nel PDL oggi gruppo misto

    Il terzo gradino del podio va a pieno merito a Italo Tanoni, eletto con il PDL e oggi componente del Gruppo Misto, grazie a un ottimo 74,01% di assenze alle votazioni. Nato nel 1994 a Recanati, Tanoni è laureato in Scienze Politiche e consigliere politico di professione. Quella in corso è la terza legislatura cui prende parte, anche in qualità di membro della Commissione Difesa. 1549 votazioni effettuate e la partecipazione a 0 missioni assegnano al deputato un indice di presenza pari al 25,42%… monetizzando il tutto, il marchigiano ha guadagnato 30,1 € a voto.(1549×30,1=46.626,9)

    Mirko Tremaglia (PDL)
    Mirko Tremaglia (PDL)

    Sarà per la saggezza derivata dall’età o per la lunghissima frequentazione con le aule del Parlamento (questa è l’undicesima volta che viene eletto), ma Mirko Tremaglia, evidentemente, non ha bisogno di molte occasioni per riuscire a esprimere e rappresentare l’opinione degli italiani: da inizio legislatura è risultato assente nel 73,30% delle votazioni. Nato a Bergamo nel lontano 1926, Tremaglia è uno dei politici più esperti che siedano alla Camera. In passato già Presidente della Commissione Esteri e Ministro degli Italiani nel mondo, fa oggi parte della Commissione Affari Esteri e Comunitari, in qualità di eletto nelle liste del PDL. La partecipazione a 1576 votazioni e a 15 missioni corrisponde a un indice di presenza del 26,70%. A conti fatti, la sua esperienza vale più di 29€ a voto. (1576×29=45.704)

    Antonio Angelucci (PDL)
    Antonio Angelucci (PDL)

    4352 votazioni saltate spingono Antonio Angelucci, deputato targato PDL, al quinto posto tra i più assenti a Montecitorio. Non è uno dei politici più in vista, ma il 73,03% di assenze lo candida seriamente a incarnare lo stereotipo del politicante che spaventa gli italiani. Nato a Sante Marie, in provincia de L’Aquila, nel 1944, prende parte alle riunioni della Commissione Finanze e, in sostituzione di Giorgia Meloni (ministro della Gioventù), a quelle della Commissione Attività Produttive Commercio e Turismo. Con 1607 votazioni, l’indice di presenza di Angelucci si attesta al 26,97% del totale… questo “score” varrà la riconferma a un politico alla prima esperienza? Nell’attesa di scoprirlo, intanto, ogni suo voto vale 29€. (1607×29=46.603)

    Maria Grazia Siliguini (PDL)
    Maria Grazia Siliguini (PDL)

    Sesta classificata la deputata, ancora del PDL, Maria Grazia Siliquini, di Torino, eletta nella circoscrizione Piemonte.
    La sessantaduenne deputata, membra anche della Giunta delle Elezioni e della Commissione Giustizia ha partecipato a 1609 votazioni pari al 27 % del totale. Ogni voto dell’onorevole è stata remunerata 28,8 €. (1609×28,8=46.339,2)


    Mario Baccini (UDC)
    Mario Baccini (UDC)

    Eletto nella XV circoscrizione (Lazio 1) nella lista dell’UDC, Mario Baccini fa oggi parte del Gruppo misto e vive la sua quinta esperienza da parlamentare (quattro da deputato e una da senatore). Il salto da uno schieramento all’altro è forse risultato straniante per le convinzioni di Baccini: l’onorevole è stato assente al 71,59% delle votazioni. Nato a Roma nel dicembre del 1957, libero professionista, Baccini prende parte ai lavori della Commissione Affari Sociali e a quelli della Commissione Parlamentare per la Semplificazione. I voti che ha espresso sono 1693 (il 28,41% del totale) e ognuno di loro ha un valore di 27,5 €. (1693×27,5=46.557)


    Ricardo Antonio Merlo (UDC) oggi gruppo misto
    Ricardo Antonio Merlo gruppo misto

    Il suo 70,15% di assenteismo, forse, ha attenuanti più solide di quelle che possono vantare altri deputati, perché Ricardo Antonio Merlo è stato eletto nella circoscrizione estera America Meridionale. Nato a Buenos Aires il 25 maggio del 1952, l’imprenditore immobiliare è membro della Commissione Affari Esteri e Comunitari. Merlo ha partecipato a 1589 votazioni e 190 missioni, raggiungendo un indice di presenza del 29,85%. I suoi voti valgono 26,2 €. Italia e Argentina non sono poi così vicine: voi fareste avanti e indietro per così poco? (1589×26,2=41.631,8)


    Pier Luigi  (PD)
    Pier Luigi (PD)

    Nella graduatoria degli assenti, il primo esponente del principale partito dell’opposizione è un nome di peso: il segretario Pier Luigi Bersani. Alla terza esperienza a Montecitorio, il politico piacentino è evidentemente molto impegnato nella costruzione del partito: il suo posto alla Camera è rimasto desolatamente vuoto in 3997 votazioni (pari al 67,08% del totale). Nato a Bettola, in provincia di Piacenza, nel settembre del 1951, il segretario del PD è stato ministro dello Sviluppo Economico nel secondo governo Prodi e oggi prende parte ai lavori della Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione. Le 1962 votazioni e le 0 missioni cui ha partecipato gli valgono un indice di presenza del 32,92%. In poche parole, gli italiani pagano ogni suo parere 23,7€. (1692×23,7=40.100,4)


    Massimo DAlema (PD)
    Massimo D'Alema (PD)

    Tra i primi dieci classificati di questa graduatoria, Massimo D’Alema è forse l’uomo politico più abituato ai riflettori. Non solo è stato eletto deputato in altre 6 occasioni, ma, nel tempo, ha anche rivestito il ruolo di Presidente del Consiglio, quello di ministro degli Esteri e quello di Vicepresidente del Consiglio. Difficile per chiunque sia abituato a simili ribalte adeguarsi alla vita del semplice parlamentare! Ecco così spiegate agli italiani (ma anche da loro comprese?) le 3725 votazioni mancate (il 62,51% del totale)! Nato a Roma nel 1949, ma pugliese d’adozione (e “d’elezione”), nell’attuale legislatura veste i panni del Presidente del Comitato parlamentare per la Sicurezza della Repubblica e del membro della Commissione Affari Esteri e Comunitari. Con 321 missioni e 1913 votazioni all’attivo, D’Alema non va oltre il 37,49% nell’indice di presenza. Complessivamente, dunque, ogni suo voto vale poco più di 20€. (1913×20=38.260)


    fonte:tratto da finanza.it.msn.com


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