10 giorni dopo la tregedia, piccoli passi!

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    © Redazione

    Sono trascorsi circa 10 giorni del terribile incidente che ha scosso gli abitanti di Albanella e Capaccio, tragedia che, a dire il vero, ha scosso tutta l’Italia. Solo 9 giorni fà, morivano in un canale consortile Gerardina Vitolo (44 anni) e sua figlia Angelica Vuto (16 anni), da tutti definita “una morte annunciata“.

    Subito disinformati e frettolosi di informazini hanno pensato bene di “offendere” ancora una volta i familiari delle vittime definendo l’accaduto “un gesto estremo“. 

    A seguito di questa infondata notizia, Giuliano Vitolo, marito di Gerardina e padre di Angelica, tramite il suo legale, avv. Mario Manzo, ha da subito smentito quanto diffuso riservandosi gli estremi di una denuncia alla procura della repubblica sulla base che si tratti di una notizia meramente inventata.

    «La signora Vitolo e sua figlia sono finite nel canale e li, purtroppo, hanno perso la vita per affogamento, nessun suicidio! – afferma il legale Manzo». Quindi, una tragica fatalità aggravata dal pessimo stato di manutenzione delle barriere protettive, dove, in alcuni tratti sono al pari del manto stradale.

    Secondo una perizia tecnica effettuata nei giorni scorsi dal legale della famiglia Vuto, dal perito assicurativo Alberigo Turco e Tonino Del Mese, esperto Codacons a livello nazionale per quanto riguarda viabilità, mobilità e sicurezza stradale, ha constatato che il guard rail in quel tratto era abbassato (quasi assente) perchè abbabttuto da un’auto finita nel canale qualche mese prima.

    «La responsabilità cade sulla provincia che non ha adeguatamente provveduto a ripristinare le corrette misure di sicurezza – afferma Mario Manzo.»  Abbiamo esporto denuncia nei confronti della Provincia e chiesto un risarcimento danni – continua Manzo – Ci siamo riservati gli estrmi per valutare se procedere con una denuncia per omicidio colposo. Quel tratto di strada, nonostante numerosi campanelli d’allarme, è abbandonata a se stessa – conclude.»

    Come scritto in precedenti aritcoli, il tratto di strada interessato non è solo dove è accaduta la tragedia (forse il più pericoloso in assoluto) ma lungo tutta la sp 316 che da Matinella arriva a Capaccio. Durante questi anni, sono state molte le persone che sono finite dentro al canale con le loro auto ed in alcuni casi, hanno perso la vita come il giovane farmacista di Roccadaspide Giuseppe Iuliano e la povera signora Melella, ma a distanza di circa 20 anni, nulla è cambiato.

    Oggi la Provincia ha provveduto a risistemare il punto incriminato, collocando delle barriere protettiva più alte rispetto alle normali.

    Una manutenzione richiesta anche dal Comune di Albanella (come si legge nella nota pubblicata sul sito ufficiale del comune), inviata la mattina stesso dell’incidente, ma purtroppo, solo quando è accaduto il peggio ci si accorge di quanto non è stato fatto prima.

    Quindi, cosa aggiungere, una manutenzione già stabilita in somma urgente (…sempre con il ritardo burocratico…), come aveva detto subito l’Ass.re ai LLPP di palazzo Sant’Agostino, Marcello Feola; una manutenzione che non basta a proteggere tutto il tratto che costeggia il canale, ci sono ancora tratti dove il guard-rain è abbasato. Qualcuno pensa e non si da pace, se fatta in tempo, chissà, forse, avrebbe potuto salvare la vita a Gerardina e Angelica.

    Il guard-rail com'era prima e com'è dopo l'incidente
    Il guard-rail com'era prima e com'è dopo l'incidente
    Il guard-rail com'era prima e com'è dopo l'incidente
    Il guard-rail com'era prima e com'è dopo l'incidente

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