De Magistris: De Luca, un pinocchio della politica!

    41
    0

    Luigi De Magistris, europarlamentare dell’Idv.

    Ha letto? Antonio Di Pietro scarica il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca…

    «Be’, io m’ero sfilato molto prima».

    E s’è ritrovato contro un intero partito.

    «Diciamo che in quel congresso che acclamò l’appoggio a De Luca rimasi decisamente isolato». «Adesso mi fa piacere constatare che la pensino come me. E bene, benissimo ha fatto Antonio Di Pietro a riconoscere che fu un errore. Il problema è non farne più, di questi errori. Ché qui con De Gregorio, De Luca e Porfidia ne sono stati già commessi troppi».

    DI PIETRO E DE LUCA – Roma, 6 febbraio 2010, un sabato, hotel Marriott, sala Michelangelo. I delegati dell’Italia dei Valori tributano una standing ovation a Vincenzo De Luca: è il via libera ad Antonio Di Pietro, che De Luca lo vuole sostenere nella corsa a governatore della Campania. Luigi De Magistris, invece, abbandona la platea ed esce fuori: «Io quello non lo voglio, ci ha raccontato solo favolette». Motivo: l’Idv, a sentire l’ex pm, non è partito che si può permettere «di candidare gli inquisiti». E De Luca «è sotto processo». Sono i giorni delle tensioni tra capo e delfino, quelli che porteranno lo stesso Di Pietro a confessare in un’intervista a Luca Telese ( Il Fatto, 18 febbraio): «De Luca ha accettato di rinunciare alla prescrizione per il processo sullo stoccaggio dei rifiuti».

    IL DIETROFRONT – Quella prescrizione, invece, è arrivata. E due giorni fa Di Pietro ha annunciato: «Il sindaco non è stato uomo d’onore, nessuno s’aspetti che lo appoggeremo alle amministrative. Ha ingannato noi e il Pd». Ieri, sul Corriere della Sera, sono poi arrivate le prime autocritiche anche dai vertici dei democrats.

    Luigi De Magistris, lei è stato l’unico a non crederci. Dica la verità: se l’aspettava che De Luca non manteneva la parola?

    «Quel sindaco è un Pinocchio della politica». Lui per la verità dice che avete fatto un gran baccano per nulla, che la corte d’appello ha dichiarato la prescrizione «pur di fronte a una richiesta di proscioglimento».

    Che altro doveva fare?

    «Rinunciare alla prescrizione». Guardi che dice di aver chiesto un’assoluzione nel merito. «Appunto. Se la corte d’appello avesse rilevato la completa innocenza di De Luca, l’avrebbe assolto. E invece ha dichiarato la prescrizione».

    Insisto. Lui cosa doveva fare? «Rinunciarci, come promise a Di Pietro. Lo poteva fare. E, evidentemente, non l’ha fatto».

    E lei, otto mesi dopo quell’«isolamento», può prendersi la sua bella rivincita.

    «Mai cercata. Ma quella è stata una scelta che ha fatto pagare all’Idv un prezzo politico troppo alto, e non solo in Campania». Capirà, un candidato sotto processo nel partito di Di Pietro e De Magistris… «Le implicazioni giudiziarie, gravi, sono solo uno degli aspetti della vicenda». Anche perché il sindaco dice che gravi non sono… «Lo so, parla di reati a fin di bene. Mah…».

    Che fa, non gli crede?

    «Io sono un ex pm, so che imagistrati possono sbagliare, e ne conosco tanti che hanno sbagliato. Così mi sono andato a leggere gli atti».

    E cos’ha scoperto in questa sua «inchiesta»?

    «Che la vicenda non è affatto tranquillizzante. Attenzione, lui è innocente fino a prova contraria, e non dico certo che sarà condannato, però…».

    Però?

    «Emergono, da quegli atti, fatti gravi e inquietanti, un intreccio tra politica, imprenditoria e criminalità». Allora vede che è così?

    Lei non voleva candidarlo solo perché è sottoposto a un processo?

    «No, la verità è che, oltre a quelle di carattere penale, c’erano ragioni più squisitamente politiche».

    Ne cita almeno una?

    «Due. De Luca non rappresentava un segnale di discontinuità. E poi, se proprio vuol saperlo, per me quel sindaco ha tratti tipicamente berlusconiani. E anche questa vicenda l’ha dimostrato».

    Quindi questa volta lei e Di Pietro siete d’accordo: nessun appoggio alla sua candidatura a sindaco di Salerno?

    «Ma per carità».

    Correrete da soli?

    «Spero in un candidato unitario. Se poi il Pd ci dovesse dire che De Luca è una scelta obbligata, a quel punto sceglieremo altre strade. L’importante è comprendere che sostenerlo è stato un errore. E in Campania ne sono stati commessi già troppi».

    E gli altri quali sono?

    «De Gregorio, De Luca, Porfidia. Sono errori gravi. E li paghiamo: sull’Idv convergono grandi aspettative, e quando vanno deluse la critica è serrata».

    Vuol vedere che i partiti sono tutti uguali?

    «No. Queste scelte sono state condizionate dalla classe dirigente campana del partito. E oggi noto una dicotomia: io e Di Pietro lanciamo un certo messaggio al Paese, ma non sempre a livello locale c’è corrispondenza con questo messaggio».

    Avessero dato retta a lei sul caso De Luca?

    «Non avrei incontrato tanti militanti delusi».

    Anche l’Idv sbaglia?

    «Noi i nostri errori non li nascondiamo sotto il tappeto: ne discutiamo pubblicamente, come deve fare un grande partito pluralista».

    E Antonio Di Pietro?

    «S’è comportato da grande leader».

    Ora che l’ex pm di Mani Pulite ha sollevato il caso, qualcuno nel Pd dice che il problema c’è.

    «Meno male che se n’è accorto».

    Qualcuno invece dice di no.

    «Peccato che non se ne sia accorto».

    Sarà che temono il giustizialismo?

    «Ma quale giustizialismo, qui nessuno ha capito che l’unica linea da seguire è quella che dettò Paolo Borsellino: la politica arrivi prima della magistratura».

    Oggi arriva dopo?

    «La questione morale non può essere ridotta al casellario giudiziario pulito, anche perché fra poco andrà a finire che i boss saranno incensurati, e i precedenti penali li avranno i giornalisti o il popolo delle carriole».

    Vede che ragiona ancora da pm?

    «No. Ragiono da uno che vive in uno Stato dove qualche giorno fa hanno dovuto approvare una legge per vietare ai sorvegliati speciali di andare in Parlamento. Una legge hanno dovuto fare. Dico, in un Paese normale ce ne sarebbe stato bisogno?».

     

    fonte:corrieredelmezzogiorno


    Articoli PrecedentiAccordo Sica-Cirielli rischia di mandare in frantumi maggioranza a Palazzo Sant’Agostino
    Articolo SuccessivoZucca, spinaci e patate: fondamentali per la salute della donna

    Invia una risposta

    Please enter your comment!
    Please enter your name here