Giornata universale dei diritti all’infanzia

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    Oggi 20 Novembre 2010 è la giornata universale dei diritti dell’infanzia. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1954 raccomandò a tutti i paesi di istituire una “Universal Children’s Day” – Giornata Universale dell’Infanzia (risoluzione 836(IX)) – da celebrarsi come giornata promotrice di comprensione reciproca tra i bambini e di attività per il benessere dei bambini di tutto il mondo. Questa data è stata scelta in memoria del giorno in cui l’Assemblea Generale adottò la Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo (nel 1959) e la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia (nel 1989).

    Nel 2010 cade il ventunesimo anniversario della Giornata Universale dei Diritti dell’Infanzia. La Convenzione sui Diritti dell’Infanzia in tutto il mondo è, tra gli accordi internazionali in difesa dei diritti umani, quello più ratificato. Ad oggi, infatti, sono 193 gli Stati Membri ad aver ratificato la convenzione; soltanto due  – la Somalia e gli Stati Uniti – non hanno ancora conferito alla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia valore legale, sebbene entrambi i paesi l’abbiano già firmata.

    Nonostante il consenso globale sull’importanza dei bambini, il 70% dei circa 11 milioni di bambini che muoiono ogni anno, perde la vita a causa di 6 fattori, per lo più prevenibili: diarrea, malaria, infezioni neonatali, polmonite, nascita prematura o anossia (mancanza di ossigeno) durante il parto. La larga percentuale di queste morti avviene per lo più in paesi in via di sviluppo: un bambino Etiope è 30 volte più a rischio di morire prima del suo quinto compleanno di un bambino residente in Europa Occidentale. Il triste primato della mortalità neonatale è conteso tra l’Asia centro-meridionale e l’Africa sub sahariana: la prima detiene il numero assoluto più alto di morti, mentre nella seconda si registrano le più alte percentuali.

    L’epidemia di HIV/AIDS, inoltre, segna pesantemente le condizioni di vita dei bambini, in particolare nell’Africa sub sahariana: si stima che il numero dei bambini orfani o resi vulnerabili dall’HIV/AIDS raggiungerà i 25 milioni entro la fine di questa decade, 18 milioni dei quali in Africa sub sahariana. Questa situazione, a cui si accompagna un progresso soltanto modesto nella lotta alla malaria, completa un quadro in cui la sopravvivenza dei bambini non è mai stata così gravemente messa in pericolo e minacciata.

    fonte: hrea.org

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