Matinella. AriaNuova Multiculturale, progetto Parvulus, aiuto all’integrazione senza fini di lucro

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    foto tratta dal sito dell'Associazione Aria Nuova

    Ieri pomeriggio abbiamo incontrato i giovani volontari dell’Associazione Aria Nuova Multiculturale, un’associazione matinellese che da circa due anni si prodiga a sostegno dell’ integrazione  e l’inserimento sociale di giovani extracomunitari.

    Una bella chiaccherata è intercorsa con i volontari presenti, Giusy Picilli, Alessandra Caprio e Giacinta De Rosa, tutti giovani del posto che sono parte integrate ed attiva dell’associazione oltre a Ivan Agostino,  Monica Dianese, Alessandra Aprè, Paola Gallo, Maria e Fabiola Mirarchi, Nunzia Mascolo e Fiorella Orazzo Cerruti.

    Un gruppo folto alla ricerca di altrettanti volontari, infatti le aspettative per l’anno futuro sono più ampie e proprio per questo che cercano volontari che possano aiutarli in questo progetto.

    Nella spensieratezza assoluta, tra le urla di felicità dei piccoli presenti e gli sguardi timorosi dei più grandicelli (timorosi perchè pensavano ad una intervista personalizzata) abbiamo fatto una serie di domande alle portavoci del momento Giusy Picilli ed Alessandra Caprio.

    D. Come nasce l’Associazione AriaNuova e di conseguenza questo progetto?

    R. Aria Nuova Multiculturale” è un’associazione di volontariato nata nel 2011. Ne fanno parte ragazzi e ragazze che operano sul territorio albanellese, uniti da una grande passione e da un comune obiettivo: una felice e completa integrazione tra le varie comunità immigrate e quella nativa. Dopo il primo anno di rodaggio, il secondo ha visto già un buon inserimento, infatti facevamo dei corsi di ripetizione agli extracomunitari adulti presenti sul territorio comunale all’interno del centro sociale di Matinella.

    D. Come mai la scelta di combiare sede?

    R. C’è stata fatta una richiesta specifica da parte di alcuni genitori di extracomunitari che frequentavano già questo primo corso di ripetizione, una richiesta che era indirizzata verso i più piccoli, infatti la loro difficoltà era proprio che non avendo studiato l’italiano non potevano aiutare i propri figli durante lo svolgimento dei compiti a casa.

    Poi, la non sempre disponibilità del centro e la relativa retta che dovevamo corrispondere al Comune (circa 10€ al mese) non ci ha di certo aiutati poichè il nostro non è un lavoro ma puro volontariato quindi senza circolo di danaro. Dopo questa valutazione, ci siamo trasferiti all’interno di una struttura di un privato, che ci ha concesso l’uso di un locale, infatti un gruppo si dedicava agli adulti ed un gruppo ai bambini.

    D. Quanti sono gli attivisti, ovvero, coloro che vi danno aiuto fisicamente nelle operazioni quotidiane durante lo svolgimento di questi progetti?

    R. Diciamo che non siamo tantissimi, non siamo sempre tutti presenti, infatti in base alla disponibilità del tempo, ci organizziamo in turni, in totale, tra quelli che fanno assiduamente attività e coloro che saltuariamente vengono in supporto, una decina.

    D. All’interno dell’Associazione, vige una gerarchia, compiti prestabiliti…?

    R. Non ci teniamo molto alla distribuzione di cariche, le lasciamo solo sulla carta…

    D. Le difficoltà incontrate in questi anni di attività?

    R. Beh, un pò di reticenza c’è da parte delle persone, però abbiamo potuto contare sull’appoggio delle istituzioni scolastiche ovvero la Diridente Scolastica, Dssa Mattea Pelosi, che da subito ci ha appoggiato e sostenuto poichè c’è stato un problemino con un luogo “pubblico” però impegnato in altre attività a pagamento… il comune non aveva un luogo da destinare a noi se non il centro sociale da condividere con l’associazione anziani e pagare (secondo il regolamento comunale per l’uso e la gestione degli impianti e delle strutture comunali per attività sportive, culturali, sociali e civili , è previsto un contributo in caso di eccedenza di ore…) la retta per lo sforamento di ore. Ci stavamo scoraggiando quando ci consigliarono di proporre questo progetto alla Dirigente Scolastica proprio perchè puntavamo ai bambini….ed eccoci qui!

    D. E come è stato recepito da parte degli scolari questa attività progetto?

    R. Chiediamo agli scolari…( all’uscita della scuola c’erano dei ragazzi che partecipano a questo progetto a cui abbiamo rivolto la domanda)… ci piace molto, siamo molto conteti di questi ragazzi che ci dedicano del tempo e ci aiutano…

    D. Quante volte a settimana vi incontrate?

    R. Due volte a settimana, martedì e giovedi per 2 ore alla volta, dalle 14.00 alle 16.30 per un totale di circa 16-18 ore al mese. Diaciamo che le difficoltà maggiori si incontrano con i più piccoli perchè mentre quelli più grandicelli si relazionano con altri compagni italiani, i piccoli non possono relazionarsi con altri se non i familiari ma logicamente parlando la loro lingua madre.

    D. Quanto bambini riuscite a supportare durante le ore del progetto?

    R. Solitamente partecipano circa 10 tra bambini e ragazzi. Altri purtroppo, abitando fuori dal centro hanno difficoltà a raggiungere la scuola durante le ore pomeridiane.

    D. Nell’ambito scolastico, avete avuto delle difficoltà ad inserirvi?

    R. A dire il vero all’inizio un pò di diffidenza da parte di alcuni professori, ma poi, una volta rotto il ghiaccio…ci hanno accolto tutti bene anche perchè il progetto non si limita al doposcuola ma ad una serie di attività che possa stimolare questi giovani. Il fatto di non staccare…dalla mattina alle 8.00 alle 16.00 diventa un trauma, quindi durante queste due ore li mettiamo a loro agio, si scherza e ci distraiamo quando possiamo. In ogni caso stiamo cercando di trovare delle sinergia anche con il corpo docenti, magari che ci segnalano le maggiori lacune che ogni ragazzo ha in modo da poter, nelle nostre possibilitià, intervenire al fine di evitare il “trauma della bocciatura” e perchè no, avevamo pensato anche ad un momento ludico come una recita di fine anno…vedremo…

    D. Quindi questo progetto non è nato l’anno scorso, progetti in cantieri per il futuro?

    R. Avremo l’opportunità di iniziare anche con l’asilo anche se le difficoltà sono notevoli anche dal punto di vista organizzativo, poichè le attività della scuola dell’infanzia si svolgono la mattina, essendo volontari, non tutti possono essere presenti…proprio per questo lanciamo il nostro appello a quanti vogliano aiutarci e sotenerci fisicamente anche perchè verrà, poi, rilasciato attestato valido come crediti formativi e per il cv… Quindi il nostro intento è anche quello di convolgere le famiglie per farle partecipe di queste attività anche perchè se c’è una partecipazione anche da parte delle famiglie il progetto otterrebbe dei risultati maggiori basti pensare il fatto che, continuare a dialogare anche a casa in italiano, certamente aiuterebbe ad integrarsi in modo più semplice. In questa direzione va l’idea della recita finale con un impegno in prima persona anche da parte delle famiglie.

    D. Siete quindi un gruppo di volontari, il vostro progetto non è finanziato da nessun ente, come possiamo aiutarvi e sostenervi?

    R. Si, essendo volontari, ci autofinanziamo, però abbiamo attivato da poco due forme di contributo, ovvero da casa con una donazione tramite paypal oppure andare presso la Tipografia CTM di Matinella dal lunedì al venerdì e lasciare, in un apposito salvadanaio, il vostro contributo (maggiori info cliccando qui).

    D. E come è andata fino ad ora?

    R. Beh, non possiamo lamentarci…sarà forse effetto prossime elezioni? Ci portano bene…. Scherzi a parte, abbiamo ottenuto fino ad ora un discreto successo e siamo certi che altrettanti ci aiuteranno. Il contributo non sarà limitato a questo progetto ma anche ad altri, magari riprendere l’integrazione con gli adulti ed  un pò a sostenere la nostra struttura e magari avere una sede nostra…

    D. Le etnie dei ragazzi che partecipano a questo progetto, sono varie?

    R. Si, abbracciamo un pò tutti, dal rumeno al polacco al marocchino all’indiano ed è proprio anche questo il senso, rompere le barriere culturali e socializzare con tutti.

    A questo punto abbiamo rivolto anche una domanda ad un ragazzo che ci stava ascoltando…

    D. Sei contento di questo progetto, lo consiglieresti ad un tuo amico che non partecipa ed è indeciso se venire o meno?

    R. Si, molto. E’ importante partecipare perchè nel futuro potrà avere dei vantaggi, anche il fatto di riuscire a parlare meglio l’italiano è importante e potrà inserirsi anche più semplicemente nel mondo del lavoro…

    D. E’ stato difficile per te ambientarti?

    R. No, perchè ho gia seguito l’associazione nel progetto che ha coinvolto gli adulti, infatti io aiutavo mio padre. Per questo, voglio ringraziare questi ragazzi dell’Associazione che ci hanno dato questa importante possibilità e la Dirigente Scolastica che ha permesso tutto questo.

    L’intervista si conclude con le impressioni di questo giovane ragazzo che ha apprezzato davvero il lavoro di questi giovani concittadini.

    Redazione: « […] Ragazzi, che dire…in bocca al lupo per tutto, contunate così

    AriaNuova Multiculturale: « Crepi il lupo e grazie per averci dato la possibilità di farci conoscere e far conoscere le nostre attività!»

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