Albanella. Caro-Asilo, genitori lasciano a casa i propri figli

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    La ristrettezza economica che sta attanagliando ormai da tre anni la nostra nazione, ha ripercussioni anche nel nostro piccolo comune. E’ di qualche giorno fà la triste storia che un umile genitore ha tenuto a farci sapere. Due figli, moglie disoccupata con il suo umile e dignitoso stipendio (poco più di 1000€), mutuo trentennale sulle spalle, riesce a stento a mentenere la famiglia.

    «Purtroppo la situazione odierna è sotto gli occhi di tutti, la crisi economica è arrivata anche ad Albanella – ci dice il genitore – nonostante ho un lavoro che mi permette di mantenere la mia famiglia, oggi non posso far frequentare i miei figli la scuola dell’infanzia a Borgo San Cesare – afferma dispiaciuto.

    Avendo due figli, spendere circa 350€/mese tra trasporto, mensa, acquisti per la scuola oggi è insostenibile perchè significherebbe decurtare del 50% i soldi destinati alla gestione familiare, se poi ci aggiungiamo le tasse….infatti io le tasse non ho potuto pagarle per intero, qualcosa pagherò forse il mese prossimo. Per fortuna che la scuola è pubblica e gratuita…ci resta da pagare solo l’aria! – conclude adirato il genitore»

    Come questo genitore, ci sono tante situazioni simili di genitori, soprattutto stranieri che non fanno frequantare i propri figli presso la scuola dell’infanzia di Borgo San Cesareo, oppure, nel caso migliore, li accompagnano personalemnte ma non possono far fruire del servizio mensa creandogli, già a questa età un disagio psicologico.

    Il vertiginoso aumento dei costo dei servizi a domanda individuale, dovuti anche ai tagli dei fondi statali, inizia a pesare e non di poco nei bilanci delle famiglie albanellesi. Basti pensare che per mandare un figlio all’asilo, oggi costa mediamente  tra i 150 e i 180 euro al  mese (trasporto, mensa, contributo/spese per la scuola) contro i 100/120€ degli anni precedenti.

    Secondo alcune stime, oggi il 20% delle famiglie che usufruiscono di questi servizi, vi rinunciano in toto oppure, cosa ancor più grave, sembrerebbe che non riescano a pagare il dovuto mensile. Ecco allora che i costi dei servizi a domanda individuale, non riuscendo ad essere autofinanziati dai fruituri, vengono pagati anche da chi non ne usufruisce.

    Proprio ieri, 22 dicembre, in occasione del civico consesso, il sindaco ha annunciato una riduzione dei costi del servizio ed addirittura, dichiarando di migliorarlo a partire dal prossimo gennaio; diffidente la minoranza non avendo certezza di dove il comune possa trovare i fondi per coprire tale riduzione.

    Però, a Natale si è tutti più buoni…

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