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Albanella. Minoranza interroga la maggioranza sulla manutenzione del Malnome a Bosco

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Riceviamo e fedelmente pubblichiamo.

Ponti pericolanti sul torrente Malnome in località Bosco. I consiglieri Giuseppe Capezzuto e Maria Teresa Cammarano del gruppo di minoranza ‘Insieme per Albanella’ hanno protocollato, stamane, un’interrogazione a risposta scritta al sindaco, Renato Josca, sollecitando lavori “urgentissimi” alle strutture. “Accertata con rammarico l’inoperosità e l’irresponsabilità dell’Amministrazione comunale rispetto alla vulnerabilità ambientale del nostro territorio – si legge nella richiesta – servirebbe invece un’attenzione straordinaria nella programmazione di interventi puntuali e celeri, al fine di prevenire sciagure come quella accaduta nell’ottobre 2020, quando, a seguito di piogge torrenziali, una ragazza perse la vita a causa dell’esondazione del Malnome”.

“A seguito di tale triste vicenda – scrivono i due consiglieri di opposizione – il 31 dicembre 2021 i responsabili dell’Ufficio Tecnico e Finanziario determinarono un impegno di spesa per interventi di pulizia straordinaria degli argini e dell’alveo del torrente, in prossimità dei ponti in località Malnome e Via Perelle, a seguito della verifica, sul posto, di condizioni strutturali preoccupanti… ma non è stato fatto nulla”.

È passato quasi un anno, infatti, e nessun opera di manutenzione prevista è stata ancora eseguita dal Comune, con seri rischi per l’incolumità dei residenti: eppure la determina (n. 516 del 31/12/2021) prevedeva lavori da effettuarsi, con urgenza, non appena le condizioni meteo fossero tornate favorevoli, individuando perfino la ditta che avrebbe dovuto realizzarli.
“Esortati da decine di residenti della nostra comunità, abbiamo sollecitato anche la convocazione di un Consiglio comunale straordinario sui gravi rischi idrogeologici che corre il Comune di Albanella, ma l’Amministrazione Josca continua a ignorare tale problematica, assumendosi la responsabilità di ignorare, nel silenzio assoluto, una situazione che espone i cittadini a gravi rischi” concludono Capezzuto e Cammarano.


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