È una scena che, purtroppo, racconta molto più di un semplice pomeriggio storto negli uffici comunali. È accaduto venerdì pomeriggio, oltre venti persone in attesa presso la sede comunale (dell’anagrafe) di Matinella, fila interminabile, sistemi che non funzionano, cittadini costretti a perdere ore per servizi essenziali. Questa è la fotografia che è emersa dalla segnalazione di un cittadino di Albanella, esasperato da una situazione che non può più essere derubricata a episodio isolato.
La sede di Matinella, oggi aperta solo tre giorni a settimana, non riesce più a reggere la domanda di un territorio vasto e popoloso (quasi, se non oltre i 3.000 abitanti!).
I cittadini vengono compressi in pochi slot temporali, con il risultato inevitabile di affollamento, disservizi e tensioni. E la cosa più grave è che fino a pochi mesi fa l’apertura quotidiana era garantita. Dunque non si parla di un problema improvviso, ma di un evidente arretramento del servizio.
La giustificazione della carenza di personale non regge più. I pensionamenti (negli ultimi 4 anni 8!) non sono un terremoto imprevedibile: sono eventi noti, programmabili, annunciati da anni.
Se un’amministrazione sa che i dipendenti andranno in pensione e non pianifica per tempo affiancamento, sostituzioni, assunzioni o riorganizzazioni efficaci, la responsabilità non è tecnica ma amministrativa.
Non si può scaricare tutto sull’assenza di personale quando proprio chi governa aveva il dovere di prevenire il problema.
E il caso dell’anagrafe di Matinella non è affatto isolato. Le stesse criticità, secondo quanto denunciato, riguardano anche l’ufficio tributi, ridotto a una sola giornata settimanale di apertura, peraltro subordinata alla presenza dell’operatore in convenzione (servizio a breve sarà affidato per un importo milionario a terzi).
Non va meglio neppure al capoluogo, dove l’ufficio anagrafe sembrerebbe poggiare sulle spalle di un solo dipendente, con tutto ciò che ne consegue in caso di ferie, malattia o assenza.
Sul fronte operativo, poi, il quadro è ancora più allarmante: dopo il pensionamento dell’ultimo operaio comunale a inizio anno, il settore risulterebbe praticamente azzerato! Nessun operaio!
Questo è il vero nodo: il Comune di Albanella appare sempre più fragile nella sua capacità di garantire i servizi minimi. E questa fragilità non nasce oggi.
È il risultato di anni di gestione che, anziché rafforzare la macchina comunale, sembra averla progressivamente svuotata. Il sindaco Josca, in carica fino al 2027, amministra dal 1995 sotto varie forme (ricordiamo sindaco nei mandati dal 1995-2004, dal 2004-2007 vice sindaco, dal 2009-2014 all’opposizione, dal 2014-2019 sindaco, dal 2019-2021 all’opposizione e sindaco dal 2022-2027) non può fingere che tutto ciò sia frutto del caso.
Dopo così tanto tempo, i problemi strutturali non sono più alibi: sono bilancio politico.
Quando un cittadino deve sperare che “il sistema funzioni”, che “l’operatore si presenti”, che “l’unico dipendente non stia male”, allora il Comune ha già smesso di funzionare come istituzione efficiente.
E quando i servizi essenziali diventano un percorso a ostacoli, a pagare non sono i numeri, ma le persone.
Ad Albanella il problema non è solo la fila negli uffici. Il problema è che quella fila racconta un Comune sempre più corto di personale, di programmazione e di visione.
P.S.: Non ci resta che ringraziare gli open-day del vicino comune di Altavilla Silentina che potrà evadere le tante richieste dei cittadini di Albanella, almeno per le richieste (ed emissioni) di nuove carte di identità in vista del “pensionamento” della tradizionale cartacea dal prossimo 3 agosto 2026…
P.P.S.S: il cittadino, alla fine, ieri (sabato) ha richiesto la nuova carta di identità presso gli uffici comunali di Altavilla Silentina!

Foto: generata con AI

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