Non è una porta chiusa per qualche giorno il vero problema. È ciò che quella porta chiusa racconta.
A Matinella l’Ufficio Anagrafe abbassa nuovamente la serranda. Questa volta non per qualche ora o per una singola giornata, ma per un periodo prolungato nel mese di agosto…va in ferie in poche parole!
La motivazione indicata dall’Ente è la carenza o assenza di personale.
Ed è proprio qui che comincia la questione che è meramente politico-organizzativa.
Perché un’assenza improvvisa può essere un imprevisto. Una carenza conosciuta da mesi, accompagnata da riduzioni dell’orario e ripetute chiusure, non può più essere raccontata soltanto come un’emergenza.
Diventa un problema di programmazione amministrativa.
NON È UN EPISODIO ISOLATO
I documenti pubblicati dallo stesso Comune consentono di ricostruire una sequenza precisa.
Già il 26 giugno 2025 il Comune comunicava una variazione degli orari dell’Anagrafe di Matinella per «temporanea indisponibilità del personale». L’apertura veniva prevista il lunedì, martedì e venerdì dalle 16 alle 19, rinviando alla sede di Albanella le richieste urgenti. (Comune di Albanella)
Nel 2026 le difficoltà continuano.
Il sito istituzionale registra ulteriori comunicazioni riguardanti l’Anagrafe di Matinella, comprese chiusure nei giorni 20 e 23 marzo e 17 aprile. (Comune di Albanella)
Il 7 giugno 2026, descrivevamo una situazione già fortemente critica a seguito di una segnalazione: oltre venti persone in attesa davanti allo sportello, difficoltà operative e un ufficio ormai aperto soltanto tre giorni alla settimana. Si denunciava di come i cittadini avrebbero pagherebbero il prezzo di «anni di disorganizzazione».
Tre giorni dopo arriva un altro documento ufficiale.
Il Comune comunica che venerdì 12 giugno l’Ufficio Anagrafe di Matinella resterà chiuso per assenza delle unità di personale dipendente. (Comune di Albanella)
Non basta.
Il 23 giugno è lo stesso Comune ad ammettere che anche l’organizzazione complessiva dei servizi demografici risente del personale disponibile: pur mantenendo aperto lo sportello del capoluogo, avverte che rilascio di certificati e servizi possono essere sottoposti a limitazioni o programmazione. (Comune di Albanella)
Arriviamo quindi al 17 luglio 2026.
Ancora una volta l’Anagrafe di Matinella viene chiusa al pubblico.
Ancora una volta la motivazione ufficiale è: «assenza delle unità del personale dipendente». (Comune di Albanella)
A questo punto una domanda diventa inevitabile.
Quante volte deve ripetersi un’emergenza prima di smettere di essere un’emergenza?
LA CARENZA DI PERSONALE NON NASCE AD AGOSTO
Non siamo di fronte a un problema apparso improvvisamente nel mese di agosto 2026.
Le comunicazioni ufficiali dimostrano che le difficoltà legate al personale erano presenti almeno dal 2025. Nel 2026 le chiusure e le limitazioni si sono ripetute.
Per questo oggi non è sufficiente dire ai cittadini: manca il personale.
La domanda deve essere un’altra:
che cosa è stato fatto nel frattempo per impedire che una carenza conosciuta producesse la progressiva riduzione del servizio?
Quali provvedimenti organizzativi sono stati adottati?
Quali soluzioni sono state valutate?
Sono stati predisposti sostituzioni, redistribuzioni, mobilità, assunzioni, convenzioni o altri strumenti disponibili all’Ente?
E soprattutto: se il problema era conosciuto, perché si arriva ancora alla chiusura?
Sono domande alle quali l’Amministrazione dovrebbe rispondere con atti e date, non con slogan.
MATINELLA NON È UNA FRAZIONE MARGINALE
C’è poi un elemento territoriale che non può essere ignorato.
Secondo lo stesso sito istituzionale del Comune, Matinella è la frazione più popolosa di Albanella, conta circa 2.000 residenti, ospita quasi un terzo della popolazione comunale e si trova a circa 6 chilometri dal capoluogo, in posizione centrale rispetto a importanti direttrici territoriali. (Comune di Albanella)
Quindi, non stiamo quindi parlando di uno sportello periferico utilizzato occasionalmente. Parliamo di un presidio amministrativo collocato nella frazione demograficamente più importante del Comune.
Ed è proprio qui che la vicenda assume un significato molto più ampio…
DA CINQUE GIORNI ALLA RIDUZIONE DEL SERVIZIO, FINO ALLE CHIUSURE
Sin dalla sua istituzione, da circa 60anni, l’ufficio comunale di Matinella ha rappresentato un punto di riferimento per la comunità.
La sua storia merita di essere ricostruita documentalmente fino in fondo, compresa la durata effettiva dell’apertura della sede.
Ma il dato/danno contemporaneo è già evidente: un servizio che i cittadini hanno vissuto con un’apertura molto più ampia è stato progressivamente ridimensionato fino all’attuale organizzazione su tre giorni (solo per 3 ore pomeridiane!) e alle ripetute chiusure dovute alla disponibilità del personale.
Se fosse sufficiente affermare che il cittadino può recarsi altrove (dal sito del comune si invitava rivolgersi al Albanella), allora bisognerebbe spiegare quale funzione debba avere la sede distaccata di Matinella e quale sia la volontà dell’Amministrazione sul suo futuro.
L’ufficio di Matinella deve essere mantenuto aperto e garantire una ragionevole continuità operativa. Lo chiedono i cittadini!
E soprattutto perché non tutti i cittadini hanno la stessa facilità di spostamento, la stessa disponibilità di tempo o la stessa capacità di utilizzare i servizi digitali.
La Pubblica Amministrazione dovrebbe avvicinare i servizi alle persone, non costringere progressivamente le persone ad adattarsi alla riduzione dei servizi.
IL PUNTO NON È IL DIPENDENTE ASSENTE
Sarebbe profondamente sbagliato scaricare questa vicenda sui dipendenti comunali. Un lavoratore può ammalarsi, andare in ferie, assentarsi per ragioni previste dalla legge.
È precisamente per questo che esiste l’organizzazione amministrativa. D’altronde l’art. 97 della Costituzione Italiana parla di “BUON ANDAMENTO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE”
Il problema non è che un dipendente possa essere assente. Il problema è costruire un servizio talmente fragile che l’assenza di poche persone possa determinarne la chiusura.
E questa non è una responsabilità del lavoratore.
È una questione organizzativa.
Quando un servizio pubblico dipende dalla presenza insostituibile di pochissime unità, l’Amministrazione dovrebbe interrogarsi sulla propria capacità di garantire continuità.
I FATTI, NON LE POLEMICHE
Non occorre esasperare i toni ma bastano le date.
26 giugno 2025: riduzione dell’operatività per indisponibilità del personale. (Comune di Albanella)
Marzo e aprile 2026: nuove comunicazioni di chiusura riguardanti Matinella. (Comune di Albanella)
7 giugno: cittadini in fila e forti criticità denunciate dalla stampa locale. (Matinella)
12 giugno: ufficio chiuso per assenza del personale. (Comune di Albanella)
23 giugno: lo stesso Comune comunica possibili limitazioni ai servizi demografici in relazione al personale disponibile. (Comune di Albanella)
17 luglio: nuova chiusura dell’Anagrafe di Matinella per assenza del personale. (Comune di Albanella)
E ora una nuova chiusura prolungata!
Presi singolarmente, questi episodi possono avere ciascuno una spiegazione ma messi uno accanto all’altro raccontano però un problema strutturale che merita una risposta strutturale.
AMMINISTRARE SIGNIFICA PREVEDERE
La politica, quella locale, quella a contatto con i cittadini, non si misura soltanto nelle opere inaugurate, nelle manifestazioni o nei comunicati.
Si misura soprattutto nelle cose meno appariscenti: un certificato, una carta d’identità, uno sportello funzionante, un servizio disponibile quando serve.
Amministrare significa prevedere.
Significa conoscere una criticità e intervenire prima che diventi emergenza.
Significa garantire continuità soprattutto quando le risorse sono poche.
Per questo la chiusura dell’Anagrafe di Matinella non dovrebbe essere liquidata come una semplice parentesi estiva.
È invece un’occasione per chiedere pubblicamente all’Amministrazione:
Quante unità di personale erano disponibili nel 2022, 2023, 2024, e nel 2025 e quante lo sono oggi?
Da quando l’Amministrazione conosce la carenza?
Quali provvedimenti concreti sono stati adottati per risolverla?
Perché, nonostante le criticità già emerse nel 2025 e le ripetute chiusure del 2026, si è arrivati ancora una volta a sospendere il servizio?
E infine la domanda più semplice:
l’Amministrazione intende garantire realmente l’Anagrafe di Matinella oppure accompagnarla lentamente verso un progressivo ridimensionamento?
Su questo i cittadini hanno diritto a una risposta chiara. Perché un ufficio pubblico non è soltanto una stanza, una scrivania e una porta aperta.
È la presenza delle istituzioni sul territorio.
E quando quella porta continua a chiudersi, il problema non è soltanto trovare un cartello appeso all’ingresso.
Il problema è capire perché chi aveva il compito di organizzare il servizio non sia riuscito a impedire che quella porta si chiudesse ancora una volta!
PS:…coloro che hanno bisogno, c’è l’ufficio aperto del Comune di Altavilla Silentina sede distaccata di Cerrelli…🤷🏻♂️

Views: 336















