
Il celebre designer Massimo Vignelli ha presentato, la settimana scorsa, con una lectio magistralis introdotta dal Sindaco di Salerno, presso il Teatro Municipale Giuseppe Verdi, il nuovo logo (foto a sinistra) che ha disegnato per promuovere l’immagine, gli eventi, il turismo e i prodotti della città campana.
Nel tentativo di rendere competitiva una cittadina che vuole affrancarsi dalla realtà di provincia, l’amministrazione di Salerno sottolinea il suo processo di rinnovamento urbano anche attraverso una clamorosa operazione di brand identity, coinvolgendo una delle più influenti personalità a livello mondiale.
Il logo (molto simile, se non uguale al logo del Sapri calcio in basso) è una S gialla, inscritta in un cerchio, disegnata in un carattere piuttosto classico che come un sole al tramonto si specchia nell’azzurro del cielo e del mare. Le curve della S, come semplice suggestione ricordano la coda di un delfino o la silhouette di un cavalluccio marino.

Quello che abbiamo poc’anzi citato è il frutto di circa due mesi di lavoro del designer Massimo Vignelli per la città di Salerno, ricompensato con la modica cifra di 200mila euro (oltre 380 milioni del vecchio conio, tanto per fare felice Bonolis), questo è l’ammontare del capitolo di bilancio che il direttivo salernitano ha fissato come budget.
Ordunque, in un momento di totale crisi economica, dove oltre alla cacciata allo “stregone“, vi è una corsa all’abbattimento dei costi di politica e gestione, il comune di Salerno non avrebbe potuto indire un contest riconoscendo, ad esempio, un premio in Euro al vincitore?
Avrebbe risparmiato parecchio ma soprattutto avrebbe dato enormi opportunità alle aziende e ai privati del luogo, magari aiutando qualche giovane designer talentuoso ad emergere e a proporsi.
D’altro canto, il sindaco di Salerno, ha rilasciato un’intervista nella quale cita testualmente ai microfoni di LiraTv:
” Un po’ di pazienza, ci vuole un po’ più di tempo. Il plebeismo da cancellare, un processo culturale, la presunzione, la supponenza, la capacità di essere corretti nell’informazione. Ho sentito qualcuno che ha detto che questo brand costa 200 mila euro. E’ una cosa falsa, ovviamente. C’è un capitolo di bilancio di 200 mila euro che serve per tutta la campagna di comunicazione: la stampa del materiale, la pubblicità per Luci d’Artista, su Oggi, su Famiglia Cristiana, su Repubblica, sull’Espresso, all’uscita dell’Aeroporto di Capodichino a Napoli. Massimo Vignelli – conclude De Luca – non ha avuto neppure un euro.”.
E’ probabile che sia vero, ma è difficile da credere che un top-designer quale è Vignelli (ricordiamo che ha lavorato con Benetton, American Express, Metropolitana di NY, Lancia e tanti altri brand prestigiosi) possa venire a Salerno, lavorare due mesi e non percepire alcunchè se non, purtroppo, lo storcere il naso dei cittadini salernitani…plebei, “a-culturati”, supponenti e non solo!
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