Prima la droga e poi la violenta, vittima una ragazzina di 12 anni. Giovane arrestato a Marina di Camerota

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    Prima è stata attirata dentro casa, poi costretta a rispondere ad ogni richiesta sotto minaccia ed infine è stata violentata. E’ accaduto ad una ragazzina di soli 12 anni a Marina di Camerota. Autore della violenza un giovane straniero che abita con la sua famiglia nella cittadina turistica cilentana, probabilmente suoi complici, in più occasioni, sono stati i familiari. Il giovane è stato arrestato dopo una intensa attività investigativa condotta dal pm Alfredo Greco, della procura di Vallo della Lucania, affiancato dagli agenti dei carabinieri della caserma di Marina di Camerota, coordinati dal maresciallo Massimo Di Franco.

    Prima la segnalazione e poi una intensa attività investigativa, per diversi giorni e per diverse notti, che ha portato gli agenti a raccogliere gli indizi utili a fare scattare le manette per il giovane. Nei suoi confronti pende la pesante accusa di violenza sessuale, estorsione e riduzione in schiavitù.

    Secondo le prime ricostruzioni la ragazzina avrebbe cominciato a frequentare quella casa, che si trova nella zona centrale del borgo marino, doveva rispondere alle numerose richieste sia del giovane che, presumibilmente dei familiari, sotto minaccia. Se parli e se non fai quello che ti chiediamo, diciamo tutto. Ovvero avrebbero reso noto il fatto che la ragazzina fumasse. Sotto questa minaccia la piccola non riusciva a sottrarsi alle richieste. Temeva che i suoi venissero a conoscenza del fatto che fumava. Gli episodi si ripetevano, come in una escalation, fino a trasformarsi in una vera violenza sessuale. Stando alle prime informazioni e alla denuncia, alla ragazzina il giovane avrebbe versato in un bicchiere di coca cola, una sostanza che l’avrebbe resa incosciente, stordita, inerme, incapace di difendersi. Incapace di sottrarsi alle furie di quel giovane. Una volta immobilizzata si scaglia sul suo corpo e la violenta.

    Non c’era altro più da sopportare. Mai la ragazzina sarebbe potuta tornare in quella casa. Nessuna minaccia più sarebbe stata valida a farla ritornare in quelle mura intrise di violenza, tra quelle pareti che sanno di prigione. E’ stato molto più facile dire tutta la verità. Raccontare tutto ai propri conoscenti alla propria mamma. Così la giovane racconta tutto ai genitori. Così si mettono in motto le attività investigative che sono culminate oggi nell’arresto del giovane. Ora per lui si sono aperte le porte del carcere. Mentre per la giovane ragazza la speranza che sia fatta giustizia.

    Sono stati tanti i cittadini curiosi che si sono recati presso l’abitazione, dove i carabinieri e la scientifica erano intenti nell’accertamento di determinati dettagli. Il delinquente, un giovane 19enne di nazionalità rumena, si era già reso protagonista, in giorni trascorsi, di una rissa avvenuta in piena notte, sempre nei pressi di via Armando Diaz.

    fonte:giornaledelcilento

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