Cioccolato e vino rosso, l’accoppiata che amplifica la potenza cerebrale

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    Sostanze contenute nel cioccolato fondente e nel vino rosso possono aumentare le capacità del cervello, tra cui quella di risolvere problemi complessi
    Niente di così misterioso, ma interessante, quello che hanno scoperto i ricercatori della Northumbria University Medical School di Newcastle (Uk). Sono difatti i polifenoli, sostanze già note per i loro effetti antiossidanti, a essere stati ritenuti offrire un vantaggio nel lavoro svolto dal cervello quando si tratta di risolvere problemi, anche complessi.

    L’effetto conseguito da queste sostanze andrebbe ad agire sui vasi sanguigni che, dilatati, farebbero aumentare l’afflusso di sangue al cervello.

    Da qui, un aumento di ossigeno e zuccheri permetterebbe al cervello di lavorare meglio e con più efficienza. Nel caso specifico del vino rosso, l’effetto di maggior afflusso di sangue sarebbe offerto dal noto componente resveratrolo, oggetto di numerosi studi, tra cui i due presi in considerazione dai ricercatori.

    Già precedenti studi, come quello pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition, nel marzo 2010, mostravano come che alte dosi di resveratrolo potessero migliorare il flusso sanguigno al cervello e, di conseguenza, fornire potenzialmente una marcia in più.

    I polifenoli come il resveratrolo, contenuto in particolare proprio nel vino rosso e nel cioccolato fondente possono quindi avere effetti che vanno al di là dell’attività antiossidante – per altro già importante per la salute.

    «Ci sono molte ricerche che mostrano i molti benefici per la salute e non c’è nulla che suggerisca vi possano essere effetti negativi», sottolinea la coordinatrice dello studio, dottoressa Emma Wightman, la quale aggiunge che una supplementazione di questa sostanza è sicura per l’organismo poiché non vi sono effetti collaterali.
    Come per tutte le cose, prese in modo adeguato e senza esagerare, anche questi piaceri della tavola possono fare il loro dovere.

    Magari possiamo prenderne un po’ prima di decidere se proseguire nel mangiare quell’invitante barretta di cioccolato, chissà che non aiuti a ragionare meglio.

    fonte:laStampa

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