Divieto di animali in appartamento? Solo se votato all’unanimità!

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    Animali in condominio: milioni di regolamenti illegali da aggiornare!

    Rivoluzionaria sentenza della Cassazione in tema di detenzione di animali nei condomìni:

    Per vietare la presenza di animali all’interno di una abitazione privata in un condominio e nelle parti comuni dello stesso occorre il voto unanime di tutti i proprietari e non basta solo la maggioranza di essi!

    Così hanno deciso i giudici della Corte di Cassazione con la sentenza 15 febbraio 2011, n. 3705, in materia di regolamenti condominiali.

    Ferma restando la responsabilità del proprietario (o detentore) per qualunque danno cagionato dall’animale, ora, per decidere l’allontanamento dei nostri amici fidati a 4 (o 2) zampe, non è sufficiente la semplice modifica al regolamento condominiale approvata a maggioranza dall’assemblea, ma occorre l’unanimità di tutti i condòmini.

    La Cassazione, infatti, muovendo da un principio basilare in tema di diritto civile, ha precisato che le clausole che impongono limitazioni ai poteri ed alle facoltà dei vari condòmini sui beni di loro esclusiva proprietà (l’appartamento), incidendo appunto sui diritti degli stessi (limitandoli, di fatto) e costituendo dunque una servitù reciproca, hanno natura contrattuale e, pertanto, come da codice civile, devono essere approvate o modificate solo con l’unanime consenso di ogni condòmino.

    Allo stesso modo la clausola che pone il divieto di detenere animali in casa! Questa, di fatto limitando il diritto esclusivo di ogni condòmino nell’uso della propria abitazione, non può essere votata a maggioranza semplice, bensì deve ottenere l’unanimità di tutti i condòmini: basta un condòmino contrario al divieto di detenere animali in appartamento, per vanificare qualsiasi decisione che eventualmente la maggioranza vorrebbe imporre ai rimanenti proprietari!

    Sono oltre 5 milioni gli animali che ci fanno compagnia in appartamenti condominiali

    La sentenza, oltre ad essere una conquista di civiltà nella tutela dei diritti dei nostri amici animali, rappresenta una decisione che avrà effetti rivoluzionari in tema di diritto condominiale: non solo non sarà più possibile approvare a maggioranza clausole che impongono simili divieti, ma risulteranno a questo punto annullabili, e perciò impugnabili da ciascun condòmino, tutte quelle norme condominiali, già approvate, che vietano la presenza di animali in condominio.

    Mai più separati dal nostro Fido!

    Secondo un calcolo dell’AIDAA (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente) – ricavato dalle numerose denunce pervenute all’associazione da parte di cittadini che sono stati costretti dal condominio ad “abbandonare” il proprio fedele amico – sono migliaia le liti condominiali originate dal fenomeno degli animali nei condomìni (cifre ufficiose parlano di quasi 30.000 cause solo nel 2010) e sono più di un milione i regolamenti condominiali che proibiscono la tenuta di animali domestici negli appartamenti: non si parla solo di cani, ma anche di gatti, criceti, canarini ed addirittura pesci rossi. Altri regolamenti, invece, vietano di portare animali per le scale o di farli sostare negli spazi comuni. Una vera e propria selva di regole e divieti in molti casi assurdi che ora, alla luce della recentissima sentenza della Cassazione, sono tutti nulli (perché approvati, per la stragrande maggioranza, non all’unanimità) e, pertanto, impugnabili su iniziativa anche di un singolo condòmino! La sentenza, di fatto, rende impossibile alle assemblee condominiali di deliberare simili divieti e apre la via alla “libera detenzione” di animali anche in appartamento: è facile, infatti, la considerazione che nessuna clausola del regolamento condominiale che impone il divieto di detenzione di animali potrà mai ottenere l’unanimità…per l’ovvia considerazione che il condòmino padrone di un animale non voterà mai a favore di una simile clausola, facendo venire meno, pertanto, il requisito dell’unanimità dei consensi!

    Per la contentezza dei nostri amici animali e dei loro “padroni”!

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