Ed ora arriva anche la tassa sugli sms!

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    A volte ritornano: tassa sugli sms, il Governo farà dietrofront anche stavolta?

    Il Governo pensa di tassare anche gli sms: 2 centesimi per ogni sms inviato!

    La notizia era nell’aria già da un bel pò e in diverse occasioni si era accennato alla possibilità che il Governo decidesse di calare la mannaia anche nel settore delle telecomunicazioni. Ad aprile si era diffusa la notizia di un nuovo balzello, ideato per finanziare la Protezione Civile. Ed in quella occasione si era parlato proprio di una tassa sugli sms. Ma le proteste degli operatori delle telecomunicazioni avevano costretto Monti a fare dietrofront e a ritirare la norma che introduceva il contestato tributo.

    Lo scoop trapelato in queste ore, invece, parlerebbe di una ufficiale rentrée dell’idea governativa di una tassazione degli sms: l’esigenza sarebbe quella di raggranellare ulteriori fondi – più o meno tre miliardi di euro è l’ipotesi di incasso – per colmare l’enorme buco del bilancio statale.

    Secondo le indiscrezioni apparse oggi sul web si tratterebbe più di una semplice ipotesi: il decreto sarebbe bello e fatto, pronto per essere emanato ed attualmente giacerebbe in stand by solamente per volontà della maggioranza di Governo (PDL, PD, Centro) che vorrebbe, per ovvi motivi elettorali, l’ufficializzazione della nuova tassa a dopo le elezioni amministrative dei prossimi giorni, al fine di evitare una quanto mai probabile “sommossa” dei cittadini, sempre più convinti a disertare le urne per le amministrative.

    Tuttavia, nonostante la raccomandata segretezza, pare che “l’occultamento” della notizia sia sfuggito di mano a qualcuno e la “soffiata” sia finita immediatamente sul web, sebbene gli italiani dovevano rimanerne all’oscuro ancora per qualche settimana.

    Ed ora cosa succederà?

    Se il decreto dovesse andare in porto, è alquanto probabile che le società di telecomunicazioni si adopereranno per mettere in campo il loro riconosciuto “potere di persuasione” nei confronti del Governo. Una tassa di 2 centesimi su ogni sms comporterebbe effetti a catena: l’aumento dei costi per ogni sms, l’automatica e drastica riduzione degli short message inviati dagli utenti e infine il crollo dei profitti degli operatori che sul servizio di messaggistica basano gran parte del proprio fatturato! La tassa inoltre colpirebbe tutti i possessori di cellulari che inviano sms, dagli anziani agli adolescenti, e, dunque, l’Italia s’appresterebbe a conseguire l’ulteriore record di essere uno dei primi paesi a far pagare una tassa anche a ragazzi e minorenni!

    Secondo il sito Affaritaliani.it che ha pubblicato la notizia – e che già alcuni giorni fa scoprì lo scandalo dell’appalto governativo sulle 400 nuove auto blu – l’annuncio del nuovo balzello dovrebbe avvenire dopo il 20 maggio, a meno di clamorosi dietrofront del Governo.

    Intanto sul web si moltiplicano proprio in queste ore i messaggi e i blog di protesta dei cittadini. Più probabile invece che siano le pressioni dei colossi delle telecomunicazioni ad avere maggiori chance di successo. Bufala o verità? Si vedrà nei prossimi giorni.

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