Roccadaspide. Sindaco scrive a Renzi ed ai Ministri: No ad IMU sui terreni!

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    Eccellentissimi Signori,
    il decreto del Ministro dell’Economia del 28/11/2014 ha previsto che i Comuni che hanno un’altitudine “al centro” superiore ai 281 mt. e fino a 600 mt. s.l.m. sono tenuti a pagare l’LM.U. sui terreni agricoli con aliquota al 7,6 per mille se non risultano di coltivatori diretti e imprenditori agricoli. Tale decisione appare oltremodo devastante per i Comuni c.d. interni, principalmente quelli ricadenti all’interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, che già scontano una condizione di fortissima depressione  sociale, economica e demografica, al punto da essere considerate aree gravemente svantaggi ate e, appunto, depresse.

    La previsione di tale imposta che il Governo, attraverso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha ritenuto di imporre sui terreni agricoli di detti comuni, rappresenta un fatto gravissimo che produrrà le definitiva morte di questi comuni, dal momento che produce due terribili conseguenze: la prima a carico delle casse dei comuni stessi, i quali per effetto di tale previsione vengono decurtati di trasferimenti statali per somme ingenti, con conseguente grave pregiudizio sulla erogazione dei servizi, che possono essere garantiti solo attraverso gli enormi sacrifici dei cittadini che saranno costretti a sopportare maggiori costi per effetto del taglio delle risorse statali; la seconda, che vengono colpiti proprio i cittadini che già vivono una condizione economica di grave disagio, essendo detti terreni per lo più incolti, proprio perché non produttivi, in massima parte incolti, e comunque oggettivamente inaccessibili per la loro impervia ubicazione geomorfologica.

    Sotto altro verso, la gravissima situazione di dette aree interne è certificata non solo dal forte danneggiamento che ha colpito, ad esempio, gli uliveti e i castagneti per effetto delle ormai note malattie (batterio per gli ulivi e cinipide calligeno per i castagneti), senza peraltro che alcun provvedimento o incentivo da parte dello Stato sia stato previsto e/o erogato, ma anche, e soprattutto, dalla ormai nota devastazione dei campi e dei terreni dell’intero Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, conseguente alla totale invasione dei cinghiali, i quali proliferando in modo indiscriminato e senza alcun intervento regolatore da parte delle competenti autorità, hanno pressoché distrutto e reso incoltivabili tutti i terreni esistenti, ivi compresa quella piccola parte di essi potenzialmente produttiva per le esigenze esclusivamente di carattere familiari (orto, vino, e olio etcc ..).

    L’imposta stabilita dal succitato D.M., quindi, appare eccessivamente pregiudizievole e gravosa per le popolazioni di questi comuni, che si ritroverebbero nella impossibilità di poterla sopportare, con conseguente penalizzazione proprio delle fasce più deboli e bisognose, che verrebbero rese ancor più svantaggiate dal punto di vista economico. Si rivolge, quindi, un accorato appello al Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell’Economia in particolare, ma anche a tutta la deputazione parlamentare salemitana, indipendentemente dalla colorazione politica, al fine di intervenire prontamente con misure urgenti e concrete a difesa dei suddetti territori, eventualmente con previsioni di deroghe per dette aree, ovvero attraverso il ripristino della previsione di cui al D.L. 66/14, convertito nella legge 23/06/2014 n. 89, che aveva espressamente disposto l’esenzione dell’IMU per i terreni agricoli in aree montane e di collina.

    La questione è seria e drammatica, per cui si confida in un intervento corale delle SS.LL. che possa garantire e ripristinare condizioni di equità e di giustizia – (è fortemente iniquo, ad es., che l’imposta sia prevista in misura identica per terreni fertili e fortemènte produttivi di pianura, dotati di ogni infrastruttura e totalmente irrigui, come per quelli di aree impervie e montane che non godono di alcuna potenzialità produttiva, ma che risultano comunque “agricoli” sulla carta) – evitando di penalizzare, ancora una volta, le popolazioni meno abbienti e già di condizioni di forte depressione sociale ed economica.
    Fiducioso di un Loro intervento celere risolutorio, porgo i miei più cordiali saluti.

    Dalla casa comunale, lì 29/12/2014

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