La recentissima inaugurazione (ieri 8 luglio) degli impianti di produzione di biometano da parte della Bioenergy Albanella S.r.l. ha suscitato vivaci discussioni tra i cittadini. L’evento, tenutosi ieri 8 luglio, ha visto la partecipazione del vice Governatore della Campania, on. Fulvio Buonavitacola, e dei sindaci dei comuni limitrofi, inclusi quelli di Serre e Albanella. I rappresentanti politici hanno elogiato l’importanza di tali impianti per la gestione dei reflui zootecnici provenienti da circa settanta aziende del territorio.
Tuttavia, la gia delicata questione, ad Albanella, si complica ulteriormente a seguito della pubblicazione dell’ordinanza n.20/2025 all’albo pretorio del Comune di Albanella, firmata dal capo dell’UTC nello stesso giorno dell’inaugurazione.
Questa ordinanza contesta alla Bioenergy Albanella S.r.l. presunti abusi edilizi, ordinando l’abbattimento delle opere realizzate e il ripristino dei luoghi entro novanta giorni. Tale provvedimento ha sollevato interrogativi e perplessità, soprattutto considerando che l’inaugurazione è avvenuta alla presenza di figure istituzionali di alto profilo.
In particolare, si rileva una certa ambiguità nelle dichiarazioni del sindaco di Albanella, Josca. Durante i recenti consigli comunali, egli ha additato la responsabilità della sua costruzione all’amministrazione precedente guidata da Bagini, “disconoscendo” tale impianto per poi confermare in altre occasioni il proprio sostegno al progetto. La sua presenza all’inaugurazione, accompagnata da dichiarazioni favorevoli, ha ulteriormente alimentato la confusione tra i cittadini riguardo il suo reale posizionamento.
La situazione presenta una anomalia significativa: da un lato vi è un’amministrazione che promuove attivamente, quindi, gli impianti di biometano (si evince dall’intervista rilasciata all’emittente StileTV un’occasione dell’inaugurazione) come una soluzione per il trattamento dei rifiuti zootecnici, dall’altro il funzionario capo della stessa amministrazione che ne contesta principi di abusivismo. Questa contraddizione non giova di certo a chi ha presenziato all’inaugurazione di una struttura, seppur parzialmente interessata da decreto di abbattimento, che da un lato si disconosce e dall’altro si fa quasi sua.
Ecco le opere contestate:
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Tombatura (posizionamento di tubazione in cls) nella cunetta contigua alla strada vicinale che da via dell’Asprone conduce alla via trav. Casino;
- convogliamento delle acque di piazzale/prima pioggia, dell’area dell’impianto di biometano all’interno del vallone demaniale;
- convogliamento delle acque del viale di accesso nella cunetta di competenza comunale con recapito finale nel vallone demaniale;
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modifica delle sponde del vallone demaniale interno all’area oggetto di intervento;
Sono fermamente convinto che gli impianti di biometano liquido, come quello della Bioenergy Albanella Srl, rivestono un’importanza fondamentale nel panorama energetico attuale. Tuttavia, è cruciale considerare la loro collocazione geografica onde evitare la modifica del territorio un tempo pluricolture, oggi monocolture a supporto della zootecnia.
Posto che tali impianti potrebbero avere impatti ambientali negativi (non solo olfattivi) per le comunità circostanti, sarebbe opportuno demoralizzarne l’installazione in aree popolate a vantaggio di aree marginali e non abitate.
Fonte foto:StileTV
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